SESSIONE CNCU- REGIONI. Federalismo, prof. Palermo: “Per ridurre i costi serve creare efficienza”

Il federalismo italiano, così come si sta delineando, rappresenta un caso originale e peculiare, che non ha riscontri a livello internazionale. "I costi del federalismo non li conosce attualmente neanche il ministro Tremonti. Abbiamo un elefante nella stanza e nessuno lo vuole vedere": il paragone che associa il federalismo all’elefante è del professor Francesco Palermo, giurista, che ha svolto la relazione su "Fiscalità locale e costi del federalismo", nell’ambito della XI Sessione programmatica del CNCU che si chiude oggi a Orvieto.

Prendendo spunto dall’indagine presentata ieri dal professor Mannheimer – gli italiani sono spaccati a metà sul federalismo – Palermo ha detto che "la non chiarezza degli obiettivi è presente nella stessa normativa". Prima domanda affrontata dal giurista: i sistemi federali costano più o meno rispetto a quelli centralizzati? "I sistemi federali – ha spiegato Palermo – teoricamente costano un po’ di più di quelli accentrati e c’è il rischio di maggiori costi per la burocrazia. Spesso però, in pratica, i sistemi federali costano meno perché funzionano come un acquedotto: se questo funziona bene, non ci sono perdite". Però, ha evidenziato il giurista, "se un paese è inefficiente il federalismo aggrava la situazione" e viceversa, se è efficiente l’aumenta.

Un altro aspetto differenzia l’Italia: "Nei sistemi federali del mondo il federalismo non nasce per ragioni economiche, non nasce come semplice strumento per razionalizzare i bilanci. L’Italia sta prendendo una strada finora mai percorsa da nessuno. Ora siamo alla fase del federalismo come salvagente economico: è una strada originale ma dobbiamo stare attenti a non attenderci troppo. Il modo per consentire al federalismo di ridurre i costi è creare prima l’efficienza".

I costi del federalismo, ha spiegato Palermo, al momento non si conoscono, ma ci sono due aspetti che non vengono adeguatamente affrontati: il tema del trasferimento del personale (chi attiverà in concreto le nuove competenze) e la questione dell’asimmetria per cui "metà paese non vuole il federalismo, metà ne vuole di più, tutti lo intendono come strumento per appianare le differenze fra Regioni".

C’è anche un aspetto giuridico: il prof. Palermo ha sottolineato che "la giurisprudenza è diventata più centralista: questo chiude i margini di differenziazione normativa fra le Regioni, ma non incide sulla qualità dei servizi, incide invece sulla possibile creatività istituzionale delle Regioni".

Conclusione? Il caso italiano è "peculiare", ma "i costi del non federalismo non sono più sostenibili. Non attendiamoci cose impossibili ma cerchiamo di usare il federalismo per le sue potenzialità".

Alla sessione ha preso parte Cornelia Tausch, responsabile economia e rapporti internazionali della Federazione delle organizzazioni tedesche consumeriste, che ha presentato un focus sulla Germania – 16 Stati con un sistema federale cooperativo – insieme alle attività della sua associazione, che coordina diverse associazioni consumeriste, e si dedica inoltre ad attività di lobbying e di implementazione delle leggi a tutela dei consumatori. L’obiettivo dell’organizzazione è di velocizzare e implementare la competizione fra i diversi Stati tedeschi, e fra le sue recenti attività c’è stata la presentazione di un Index sulla tutela del consumatore nel corso di un evento pubblico: nell’Index ci sono 65 indicatori che rilevano anche i processi di monitoraggio e la presenza stessa nei ministeri di enti o voci istituzionali che fanno riferimento alla tutela dei consumatori.

Nella sessione, presente anche la voce dell’assessore alle attività produttive della Calabria Stefano Caridi, che ha sottolineato come la sua Regione accetti la sfida del federalismo: "La Calabria ha un ruolo importante nella sfida del federalismo. C’è un’Italia divisa in due e ancora il concetto non è chiaro. La sfida del federalismo ci preoccupa ma non ci deve spaventare. In otto chilometri, da noi, erano presenti otto ospedali: la Calabria vuole uscire da questa situazione".

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