SESSIONE CNCU-REGIONI. La tutela del consumatore è utile alle imprese

La tutela dei consumatori in questo momento di crisi economico-finanziaria è il tema principe, attorno al quale sta ruotando la X Sessione del Cncu-Regioni, che si conclude oggi a Bari. Si è parlato del bisogno di una tutela maggiore, che vada al di là della "semplice assistenza" per i danni subiti, verso una più ampia consapevolezza dei propri diritti e delle proprie responsabilità; perché il ruolo del consumatore può essere centrale all’elaborazione di una soluzione alla crisi.

A questo proposito Anna Bartolini, giornalista e rappresentante uscente per l’Italia nell’ECCG (il gruppo consultivo europei dei consumatori), ha chiesto a Giuseppe Tripoli, capodipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo economico, se "la tutela del consumatore può essere un elemento di completezza delle imprese o se viene considerato un disturbo".

"Questa crisi – ha risposto Tripoli – ci consente di aprire gli occhi su tante cose. Per prima cosa tutti possiamo riflettere sui nostri comportamenti e sulle nostre reali esigenze. Mi pare che sia ormai evidente il fatto che consumare al di sopra delle proprie possibilità sia insostenibile. Partendo da questo si può attuare un vero passaggio di consapevolezza ed è chiaro che da questo processo non possano sentirsi escluse le imprese".

Tripoli è dunque entrato nello specifico della situazione italiana. "Il nostro – ha detto Tripoli – è un sistema produttivo fatto di piccole unità ed è, da sempre, legato ad un rapporto diretto, quasi personale, con il cliente. Le piccolissime imprese, che sono la maggioranza in Italia, il rapporto con il consumatore lo vivono e lo hanno vissuto, già in modo naturale, essendo da sempre sul territorio. Dunque per loro la tutela del consumatore non può e non è mai stata messa in secondo piano. Per quanto riguarda il sistema di aziende medio-grandi, che hanno avuto un rapporto più difficile con i consumatori, questo è un utile momento di riflessione. Dall’altro lato – ha concluso Tripoli – credo che anche nei consumatori ci sia stato un passaggio di consapevolezza sui propri stili di consumo. Si fa sempre più attenzione alla filiera produttiva e non ci si accontenta più dei piccoli vantaggi immediati che possono dare prodotti e beni non sostenibili o responsabili".

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