SESSIONE CNCU-REGIONI. Landi: “Il consumerismo sul territorio è l’obiettivo del futuro”

"La rappresentatività è il sale della democrazia ed è il fondamento su cui si può costruire un progetto ed è ciò che dà autorevolezza". E’ questo il tema della seconda parte della giornata della Sessione Programmatica del Consiglio Nazionale dei consumatori e degli utenti. Ad introdurre il tema è stato Eugenio Baronti, Assessore alla ricerca, all’università, alla casa, alle politiche per la tutela dei consumatori della Regione Toscana, che ha sottolineato come non sia "facile una discussione sulla rappresentanza delle Associazioni dei consumatori, visto che il mondo del consumerismo è estremamente variegato. Credo, però – ha aggiunto Baronti – che si stia entrando in una fase nuova del mercato quindi anche il movimento consumerista si sta sviluppando in modo diverso. Negli anni ’60 a nessuno veniva in mente di fondare un movimento per i consumatori perché c’era molta fiducia nel mercato che ti portava il frigorifero in casa. Le prime associazioni sono nate negli anni ’80, ma si è dovuto aspettare gli anni ’90 per vedere una crescita più profonda. Oggi ci troviamo di fronte ad un mercato totalizzante che ci tiene continuamente sotto pressione".

"Questa assemblea è un momento importante perché è un momento di riflessione tra le associazioni e le autorità e non va sprecato". Ha iniziato così il suo intervento Paolo Landi, Presidente di Adiconsum. "La prima considerazione che mi viene da fare è questa: oggi avremmo voluto la partecipazione di quelle regioni dove il confronto è assente, ma dobbiamo constatare che proprio questi soggetti non ci sono". Landi poi è passato a fare una valutazione degli ultimi 10 anni di lavoro. "In questo tempo penso che sia stato difficilissimo costruire un minimo di rappresentanza, nonostante i risultati ottenuti permangono dei grossi problemi e questo ci coinvolge tutti. Dobbiamo introdurre dei correttivi a livello regionale affinché la rappresentanza locale non rischi una polverizzazione".

La seconda riflessione fatta dal Presidente di Adiconsum è la seguente: "Abbiamo sviluppato un quadro normativo rilevante, un esempio è il Codice del consumo. L’azione collettiva, che rappresentava l’avvio di un’importante misura è stata congelata presso la Presidenza del Consiglio e rischia di essere cancellato. Vogliamo che quella normativa, almeno così com’è, dal 1° gennaio 2009 entri in vigore".

"Un terzo ragionamento riguarda le risorse: in questi anni abbiamo fatto passi da gigante, soprattutto con le risorse delle multe dell’Antitrust, anche se servono alcune modifiche. Abbiamo bisogno di una continuatività se no rischiamo che un anno si crea e l’altro di distrugge. Dobbiamo trovare meccanismi per evitare questo. Sula vicenda delle liberalizzazioni dico solo una cosa: è stata una stagione positiva ma c’è ancora molto da fare. Oggi tutte le associazioni hanno rapporti con le controparti, con le imprese eccetera e possono svolgere un ruolo importante in sede contrattuale".

"Il grande obiettivo per il futuro è il consumerismo sul territorio; dietro questo slogan ci sono una serie di contenuti importanti per affrontare le conseguenze che avremo nel prossimo futuro, frutto della crisi. All’azione del Garante per la sorveglianza dei prezzi io credo che manchi un piccolo tassello e cioè un deterrente per scoraggiare i comportamenti speculativi; senza introdurre sanzioni dirette si potrebbe comunque introdurre una segnalazione all’Antitrust e l’avvio di un’indagine fiscale sugli operatori scorretti da parte della Guardia di Finanza. Sul territorio poi – ha concluso Landi – si giocano i servizi pubblici e non basta più la carta di servizio, ora vogliamo negoziare il contratto di servizio".

"Se ci aggiungiamo il progetto del federalismo fiscale che sta diventando realtà dobbiamo stare attenti affinché in tutte le regioni si realizzino le stesse condizioni e ci si trovi di fronte agli stessi comportamenti. Tutti noi vogliamo essere nuovi soggetti sociali, ma dobbiamo farlo con estrema responsabilità per non perdere la credibilità che abbiamo conquistato in questi anni. Quindi cerchiamo anche noi di darci delle regole perché è importante per poter crescere".

Diverso, per quanto riguarda i criteri di rappresentatività, è stato il parere diIvano Giacomelli, Presidente di Codici. "Credo che i consumatori siano diventati di moda perché ci sono nuovi finanziamenti. Dobbiamo quindi mantenere una seria rappresentatività. Non possiamo essere paragonati ai sindacati – ha dichiarato Giacomelli – perché il consumerismo è una cosa nuova e la sua rappresentanza non può essere considerata con gli stessi strumenti della politica. Abbiamo bisogno di criteri nuovi. Su questo io registro un pericolo: dobbiamo prima di tutto promuovere un consumatore consapevole e un cambiamento dei poteri per riequilibrare il sistema dei poteri e limitare la tendenza all’autoreferenzialità delle associazioni. La riduzione degli spazi di concorrenza tra le associazioni e la restrizione dei criteri di ingresso nel Consiglio Nazionale e nei consigli regionali non sono la strada giusta. L’apertura a soggetti nuovi accresce lo spirito democratico del movimento consumerista arricchendolo di proposte e iniziative".

"Qualcuno oggi, a cominciare dalle banche, è arrivato a dire che siamo causa dell’aumento dei prezzi, ma noi non stiamo creando allarmismo, ma semplicemente stiamo dando voce ad un grido di dolore". Ha concluso così il Presidente di CODICI: "Questa crisi è soltanto all’inizio, ma la sentiremo sempre di più e noi stiamo mettendo in luce quello che sta succedendo".

a cura di Antonella Giordano

Comments are closed.