SESSIONE CNCU-REGIONI. L’economista Viesti: “La risposta alla crisi sta nell’occupazione”

Quale sarà l’effetto della crisi sulla vita dei consumatori? Questa è la domanda cui ha cercato di rispondere l’economista Gianfranco Viesti nel suo intervento sui "nuovi modelli di sviluppo e di consumo" all’interno della Sessione del Cncu-Regioni, che si è aperta questa mattina a Bari. Viesti ha cominciato la sua analisi dichiarando che "quella che stiamo vivendo è la crisi economico-finanziaria più forte dagli anni ’20 e ciò impone grande prudenza nel tirare le conclusioni".

"Essendo un fenomeno differente dal passato, però – ha spiegato l’economista – può essere un utile strumento di riflessione". Gianfranco Viesti è subito passato a fare un’analisi su misura del nostro Paese. "L’Italia veniva da una crescita più bassa, almeno dal 2000, rispetto agli altri Paesi d’Europa. Già nel 2008 c’era stato una contrazione dell’1% dei redditi; quest’anno chiudiamo con un Pil a -5".

"Questa crisi – ha aggiunto Viesti – è stata a più fasi; ora siamo nella terza fase cioè quella in cui la crisi ha un impatto sull’occupazione. Quale sia la mole di questo impatto, purtroppo, ci è ignoto. Sappiamo, però, che per tornare a come eravamo nel 2007 ci vorrebbe una crescita del 6%, quindi spaventosa. Questo significa che ci sarà un lungo periodo in cui l’economia italiana sarà al di sotto del 2007. Nell’ultimo anno in Italia si sono persi 560.000 posti di lavoro, che erano per la maggior parte posti di lavoro precari".

Questo dato – secondo l’economista – la dice lunga su chi subisce e subirà le ricadute della crisi e cioè i più vulnerabili. "Può darsi che questa crisi colpisca in modo disomogeneo e dunque la vera differenza la fa la ricchezza patrimoniale. Fortunatamente le famiglie italiane sono, molto spesso, proprietari di casa, ma ci sono quote di famiglie più vulnerabili".

Gianfranco Viesti ha ribadito il fatto che, negli ultimi quindici anni, le famiglie con reddito dipendente, da impiegato o operaio, sono diventate sempre più medio-basse, mentre quelle con reddito autonomo sono cresciute un po’ più della media. "Ma c’è ancora un sesto degli italiani che non è proprietario di casa né di ricchezza finanziaria. Questo riguarda il Meridione, ma anche alcune città del Nord".

A questo quadro Viesti ha aggiunto un’analisi sul welfare italiano "che protegge il lavoratore maschio e verso la pensione. Non abbiamo – ha dichiarato l’economista – un welfare che agisce contro la povertà, che preveda redditi minimi e interventi per bambini e giovani". Allora cosa fare? "La miglior risposta alla crisi è l’occupazione; la creazione di nuovi posti di lavoro, in mancanza di interventi pubblici, è la migliore assicurazione contro la povertà". Quindi, anche se si stima che il primo traino che ci porterà fuori dalla crisi sarà l’export, la vera scommessa sul reddito del futuro sta nell’occupazione.

 

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