SESSIONE CNCU-REGIONI. Miracapillo (MC): “Federalismo in sanità, servono linee guida comuni”

"L’elemento caratteristico del federalismo in Sanità è il fatto che le Regioni decidono quale terapia riconoscere, quali prestazioni fare". Un esempio è la differenza dei ticket che si pagano sui farmaci. E dinamiche particolari di spesa si dispiegano nel momento in cui, anche alla scadenza del brevetto di un farmaco, i cittadini decidono di acquistare il medicinale col "brand" rispetto a quello equivalente. È il tema sul quale si è soffermata Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci e Salute del Movimento Consumatori.

Miracapillo ha sottolineato che l’abbassamento medio del prezzo di un farmaco quando diventa "generico" è del 40-50%. Quando il brevetto scade, "le aziende proprietarie del brevetto abbassano il prezzo ma non lo portano mai a livello del generico".Così, quando il cittadino decide di acquistare il farmaco originale col brevetto scaduto, deve pagare una differenza. Ma, argomenta Miracapillo, "mentre il ticket è un contributo fatto dal cittadino alla Regione, il contributo che si fa per pagare la differenza di prezzo del farmaco col brand va a beneficio delle sole aziende farmaceutiche".

I numeri, dunque: la spesa per la compartecipazione all’acquisto del farmaco col brand, spiega Miracapillo, è stata pari nel 2007 a 184 milioni 900 mila euro di differenza; nel 2009 è stata di 450 milioni di euro; nei primi sei mesi di quest’anno ha raggiunto i 260 milioni di euro. Commenta Miracapillo: "Arriveremo a superare il mezzo miliardo di euro". E in quali Regioni i cittadini acquistano più farmaci di marca? Sono Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna, "quelle – spiega la responsabile MC – dove meno si fa una politica di educazione al cittadino sul farmaco generico. Queste Regioni hanno superato nella spesa farmaceutica il tetto del 13,6%". Dunque l’Agenzia delle Entrate ha imposto ai 5,7 milioni di contribuenti di Lazio, Campania, Calabria e Molise l’obbligo di versare lo 0,3% di Irpef in più. "I cittadini – argomenta Miracapillo – dovranno versare in media 61 euro in più procapite".

Il cittadino ha dunque la libertà di scelta nel farmaco ma questo ha conseguenze anche a livello "macro". "È indispensabile – conclude Miracapillo – continuare ad avere linee guida che non possono essere diverse per la Sicilia e per la Valle d’Aosta ma devono rimanere identiche. Altrimenti passeremo a un federalismo in cui ogni Regione esploderà in maniera diversa caricando il cittadino delle proprie inadempienze".

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