SESSIONE CNCU-REGIONI. Presentato il Documento sui criteri di rappresentanza delle Aacc

"La crisi globale che stiamo attraversando, ci interroga sulla necessità di avviare azioni per uscire dalle difficoltà con un modello di sviluppo diverso". Inizia così il Documento di discussione sulle linee guida per i criteri di rappresentanza delle associazioni dei consumatori, presentato da Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori, nella seconda parte della Sessione Cncu-Regioni, in corso oggi e domani a Bari. Il documento è stato elaborato da un tavolo di lavoro composto dal Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, dalle Associazioni dei consumatori e dalle Regioni, che ha preso il via dalla Sessione del Cncu del 2007, che si è tenuta a San Benedetto del Tronto.

Nel Documento si parte quindi dall’idea che il nostro modello di sviluppo è stato messo definitivamente in crisi ed è necessario pensare ad un’alternativa, ad un modello "più avanzato in termini di compatibilità e sostenibilità, nel quale il cittadino-consumatore svolga, insieme ad altri soggetti, un importante ruolo di coesione sociale".

E le condizioni per realizzare una cittadinanza attiva passano attraverso la rappresentanza; per questo le Associazioni dei consumatori cercano di rafforzare la loro rappresentatività, a partire da un aggiornamento dei criteri e dei requisiti che, favorendo a livello regionale una maggiore armonizzazione fra i criteri attualmente in atto e confermando l’autonomia di ogni singola Regione o Provincia Autonoma, si fondi sui seguenti criteri:

  1. effettiva rappresentatività sociale nell’ambito della tutela dei consumatori;
  2. strutturazione regionale articolata sul territorio;
  3. svolgimento di un’attività continuativa sul territorio regionale.

Gli indicatori per un’effettiva rappresentatività sono: il funzionamento democratico dell’associazione, il numero di iscritti, che deve essere adeguato alla popolazione della Regione, la congruenza tra importo di bilancio relativo alle entrate per quote associative, quote di iscrizione individuali e numero di iscritti, prevedendo tale congruenza considerando anche l’eventualità di iscrizioni con quote pluriennali.

Per quanto riguarda la strutturazione regionale è fondamentale la presenza di sedi/sportelli in un numero di province rappresentativo della realtà regionale.

Lo svolgimento dell’attività continuativa sul territorio regionale deve essere espressa dalla presenza di questi indicatori:

  • Statuto regionale o, se non c’è, statuto nazionale adottato in data anteriore di almeno tre anni rispetto alla presentazione della istanza di iscrizione.
  • Come indirizzo, potrebbe risultare opportuno l’adozione nelle Leggi regionali del riconoscimento di associazioni dotate di autonomia patrimoniale e giuridica a livello regionale – così come avviene per la fattispecie trasversale delle associazioni di promozione sociale – superando nel tempo il riconoscimento regionale tramite statuto nazionale.
  • Altri elementi quali l’elenco annuale degli iscritti sul territorio regionale, la documentazione delle iniziative realizzate negli ultimi tre anni sul territorio regionale, bilancio o rendiconto degli ultimi tre anni regolarmente approvato dagli organi preposti.

 

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