SESSIONE CNCU-REGIONI. Seconda giornata: il documento conclusivo

La sfida che abbiamo di fronte è di grande portata. Nel libero mercato cittadino e impresa devono avere pari dignità e pari opportunità nella definizione delle regole, nel loro rispetto e nella gestione dei contenziosi per ottenere il risultato che è stato chiaramente definito all’apertura dei nostri lavori: è il consumatore che deve orientare il mercato.

Promuovere i diritti e le potenzialità del consumatore significa introdurre fattori di trasparenza, di innovazione e di competitività nel sistema economico e nella programmazione dei servizi: la liberalizzazione come leva della crescita delle opportunità.

Il percorso intrapreso dal governo con le iniziative legislative mirate al "Cittadino consumatore" è seguito con particolare attenzione dalle Regioni.

Le liberalizzazioni stanno avendo un grande impatto nella vita dei cittadini, e il passaggio dal mercato vincolato al mercato libero rende necessaria l’adozione e la strutturazione di strumenti di tutela e difesa adeguati.

Lo Stato ha favorito, grazie alle politiche di liberalizzazioni e alle risorse messe a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso la DG Armonizzazione del Mercato e Tutela dei Consumatori, lo sviluppo di un sistema diffuso di tutela dei consumatori condiviso con le Regioni e le rappresentanze dei consumatori presenti nei territori.

Le Regioni sono posizionate nello spazio istituzionale più adeguato per l’attuazione del principio di sussidiarietà già sancito a livello comunitario, principio che si deve sviluppare, sia in senso verticale (Stato, Regioni, Enti Locali), che orizzontale (Enti, Associazioni dei consumatori).
Alle associazioni dei consumatori spetta il merito di aver sollevato il problema dell’asimmetria neimercati e di aver promosso l’intervento normativo per la tutela dei consumatori e degli utenti. Esse rappresentano oggi il perno dei servizi di front office per il cittadino e l’interlocutore privilegiato delle istituzioni.

Le linee politiche emerse in questi giorni parlano di questo in un rapporto che deve essere più stretto e partecipato fra gli attori istituzionali (Stato e Regioni) e le rappresentanze dei cittadini consumatori.

Per questo i convenuti alla Sessione Programmatica intendono adottare un percorso condiviso i cui fondamenti sono:

1) il rafforzamento della cooperazione istituzionale fra Stato, Regioni e Province autonome, in tal senso vanno promossi specifici momenti istituzionali di confronto anche attraverso la costituzione di un tavolo permanente CNCU – Conferenza Stato Regioni;
2) la cooperazione interregionale per la elaborazione di linee guida comuni ai fini dell’attuazione, a livello regionale, nelle materie che interessano il cittadino consumatore, dei principi di promozione della concorrenza e di liberalizzazione, per l’ottimizzazione dell’utilizzo di strumenti informativi e telematici e per la realizzazione di interventi congiunti anche attraverso lo scambio di buone pratiche;
3) la continuità delle risorse finanziarie per consentire una crescita programmata del sistema delle attività e dei servizi a vantaggio dei consumatori, garantendo una dotazione minima per tutte le regioni da associare alla ripartizione effettuata su base demografica;
4) la definizione di un sistema organizzativo nelle Regioni e Province autonome che consenta di dare piena attuazione al principio della trasversalità delle politiche a favore del consumatore nell’ambito delle scelte complessive strategiche e programmatiche delle Regioni;
5) il sostegno all’associazionismo che significa garantire la rappresentanza ed il ruolo, anche contrattuale, delle associazioni dei consumatori nei tavoli dove avviene la definizione delle regole, l’individuazione di standard, la valutazione dei risultati;
6) la promozione della crescita progettuale, organizzativa e gestionale delle associazioni dei consumatori per consentire lo sviluppo di servizi di qualità a tutela dei cittadini nel rispetto di regole amministrative basate sulla semplificazione, sul monitoraggio dell’attività svolta, sulla verifica dei risultati raggiunti, sul rigore contabile e su condivisi ed efficaci controlli;
7) La definizione e condivisione di regole e criteri uniformi per il riconoscimento delle associazioni dei consumatori;
8) Per una migliore tutela giuridica dei consumatori, i convenuti auspicano che il Parlamento approvi il disegno di legge sulla class action.

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