SESSIONE CNCU-REGIONI. Servizi pubblici locali, Unioncamere: nel 2007 più 12%, più 40% tariffe

E’ centrata sui servizi pubblici locali la relazione svolta da Domenico Mauriello del Centro Studi Unioncamere. Si parte da un dato: "Parlare di servizi pubblici locali vuol dire – afferma Mauriello – partire dall’incremento delle tariffe. In dieci anni c’è stato un aumento del 40% delle tariffe pubbliche locali che le famiglie italiane pagano". Dietro però c’è il punto di vista, e il quadro generale, di chi eroga i servizi e dunque la ricostruzione dell’universo delle società partecipate e controllate da Comuni, Province, Regioni e Comunità montane, quindi dagli enti pubblici locali.

Da un lato, si registra un fenomeno di razionalizzazione, dall’altro una mancata privatizzazione. Le società partecipate e controllate da enti pubblici locali sono 5152 nel 2007, con una variazione percentuale dal 2003 al 2007 pari a più 11,9%. Forte è la presenza degli enti locali in termini di quote di partecipazione. Dove operano tali società? Nelle infrastrutture, nei servizi alle imprese, nelle local utilities.

Su 3626 partecipate, ci sono 26.331 persone fisiche e giuridiche con cariche, il che evidenzia una certa ridondanza, anche se, afferma Mauriello, "nel tempo c’è un minimo di miglioramento". I servizi pubblici locali si concentrano soprattutto al Nord ma rimane il gap con il Sud in termini di addetti e produttività. Ogni local utility partecipata al Nord aveva 137 addetti nel 2003 che sono diventati 119 nel 2007. Nel Mezzogiorno invece non ci si è mossi molto. Al Sud, rileva Mauriello, crescono gli addetti per impresa e il costo del lavoro, la retribuzione è pari al 96% rispetto al Centro Nord ma l’incremento di produttività si ferma al 9% contro il 21% del Centro Nord. E la produttività è inferiore, mentre la redditività degli investimenti al Sud risulta più bassa. Un panorama che potrebbe forse cambiare con una maggiore presenza dei privati, rileva lo studio di Unioncamere.

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