SESSIONE CNCU-REGIONI. Tutele transfrontaliere nella seconda giornata del convegno

La tutela del consumatore si gioca anche sul piano europeo e la seconda giornata di lavori della IX Sessione Programmatica del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli utenti (CNCU) con le Regioni, ha fatto una panoramica sull’Europa, sottolineando la necessità di nuove e più ampie garanzie per il cittadino negli acquisti transfrontalieri. A moderare gli interventi è stata Anna Bartolini, rappresentante italiana all’ECCG (Gruppo consultivo-Europeo Consumatori).

"Lo shopping oltre i confini è ancora rigido e spesso confuso – ha affermato Anna Bartolini – e il commissario per i Consumatori nella Ue si è già mossa per uniformare le normative in tutti e 27 i Paesi". Anna Bartolini ha mostrato ai presenti un volume di 74 pagine proposto dalla Commissione Europea e in discussione, in questi giorni, al Parlamento Europeo. La nuova direttiva relativa ai diritti dei consumatori, vuole unificare quattro direttive già vigenti in un unico testo normativo che gli Stati membri dovranno recepire in modo uniforme accettando anche correttivi che tendono ad una tutela massima del consumatore. Le norme unificate sono: i contratti porta a porta, il commercio a distanza, le clausole contrattuali abusive e le garanzie post-vendita.

"Un’importante novità – ha spiegato Anna Bartolini ad Help Consumatori – è la regola in materia di consegne di passaggio dal rischio al consumatore; cioè il commerciante disporrà di un massimo di 30 giorni di calendario, dalla firma del contratto, per consegnare il bene al consumatore; il commerciante sostiene il rischio ed i costi legati al deterioramento e alla perdita del bene fino al momento in cui il consumatore lo riceve. Altra cosa è l’onere della prova accollato al venditore in caso di ritardata consegna con il diritto per il consumatore ad avere una cosa nuova e un indennizzo o al periodo di ripensamento dopo l’acquisto di un bene esteso a 14 giorni in tutti i Paesi dell’Unione". "Ancora – ha continuato Anna Bartolini – sono previste più tutele in merito all’informazione precontrattuale, una nuova lista nera delle clausole vessatorie per l’acquirente".

Help Consumatori ha chiesto ad Anna Bartolini notizie sulla class action europea.

"Purtroppo in questo momento l’Europa ha altre priorità. I problemi economici hanno messo un freno a tutte le altre problematiche contingenti che non riguardano strettamente la crisi economica in atto. Però posso dire che l’Europa guarda con grandissimo interesse alla legge sull’azione risarcitoria collettiva che è stata approvata in Italia. Il nostro Paese in questo momento può giocarsi un po’ di leadership che ha in Europa proprio sulla tutela dei consumatori. Noi siamo stai, inoltre i primi nell’Ue, ad aver applicato la direttiva sulle pratiche commerciali sleali. Secondo me abbiamo bisogno di recuperare grande credibilità e non possiamo accettare che la legge sull’azione risarcitoria si fermi".

L’ultima parte della Sessione Programmatica del CNCU ha dato voce ad alcuni rappresentanti delle associazioni dei consumatori che hanno chiesto con forza un maggiore coordinamento tra i Paesi per l’applicazione effettiva della tutela dei consumatori nei rapporti transfrontalieri. Laura Galli, direttore del Centro Europeo Consumatori in Italia (rete Ecc-net) e Walter Andreaus del Cec di Bolzano hanno presentato un quadro riassuntivo sui casi pervenuti in Italia di controversie transfrontaliere. Settantamila le richieste informative arrivate, trentamila i casi affrontati in Italia dal Centri Europei dei consumatori presenti a Bolzano e Roma. "Il 40% dei casi riguarda il tema dei viaggi e del turismo, seguono i settori delle automobili, i servizi finanziari e delle apparecchiature elettriche – hanno affermato – Quasi il 50 %dei casi si risolve in maniera amichevole grazie all’intervento del CEC Italia, quindi senza necessità di ricorrere all’autorità giudiziaria, con un risparmio di tempi e costi: il consumatore manda la richiesta per il 75 % in via informale (telefono, email) con un breve resoconto del problema, si avvia un’istruttoria e si coinvolge la controparte del Paese dove è accaduto il fatto. Per raggiungere un accordo, si cerca di comporre la controversia attraverso la conciliazione (ADR).

Sono intervenuti anche Carlo Pileri presidente dell’Adoc che si è confrontato con Cinzia Mariani, rappresentante della Carta dei Diritti del viaggiatore dell’Enac in merito all’esigenza di nuove regole nel mercato europeo del turismo low cost. La sessione si è conclusa con la testimonianza di Salvane Maurel dell’Associazione di consumatori del Rhone Alpes e Daniela Skenday sulle prime esperienze in Albania sulla tutela dei consumatori.

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