SICUREZZA ALIMENTARE .Truffe a Tavola 2006, i dati dei Nas e dell’Icrf

Nel 2005 è aumentato di circa il 7% il valore dei sequestri effettuati dai Nas in materia di sicurezza alimentare. Sono 38 le persone arrestate e oltre 12.800 quelle segnalate all’autorità giudiziaria ed amministrativa; 792 le strutture chiuse per motivi di salute pubblica e 419 quelle sequestrate. Non meno preoccupanti i numeri dell’Ispettorato Repressione Frodi: nel 2005 la struttura ha individuato 3.751 operatori irregolari, pari al 15% del totale degli operatori controllati (24.395), 1.021 sono invece i prodotti non a norma. Lo rileva Truffe a Tavola 2006, il III rapporto sulle frodi alimentari in Italia realizzato dal Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente e presentato oggi a Roma.

"I Nas – ha affermato il Tenente colonnello Marcello Galanzi, dei Carabinieri della Sanità di Roma – hanno raccolto numerosi successi insieme a tutte le altre strutture del Ministero della Salute. Questi dati negativi vanno interpretati in senso positivo perché sono espressione dell’impegno delle forze dell’ordine preposte. In Italia la sicurezza alimentare non ha eguali a livello internazionale". Tranquillizzando i cittadini Galanzi ha aggiunto: "Tutto ciò che è contaminato viene posto sotto sequestro e distrutto".

In aumento, rispetto al 2004, il numero dei sequestri e delle strutture chiuse per motivi di salute pubblica dai Nas per il settore delle carni e degli allevamenti e del latte e derivati; incrementi delle merce sequestrata anche per le conserve alimentari e per salumi e insaccati. Numeri preoccupanti, quelli legati alle strutture di ristorazione. Aumentano i controlli rispetto al passato e, in particolare, cresce il numero delle persone arrestate. Rispetto al 2004, si registra inoltre un incremento delle strutture poste sotto sequestro che passano da 127 a 143. Per i prodotti ittici invece ad una diminuzione delle ispezioni corrisponde una generale diminuzione del valore delle infrazioni, segnalazioni e sequestri, il cui valore ammonta a 1.243.036 contro i 3milioni del 2004 ed i 5milioni del 2003.

Concentrato di pomodoro proveniente dalla Grecia inidoneo al consumo umano a causa della presenza di muffe e non solo. Oltre 2mila quintali di agrumi provenienti dai paesi extracomunitari che riportavano la sigla dell’additivo Tiabendazolo (E233), vietato dall’Unione europea. Questi alcuni dei casi delle truffe alimentari scoperte dall’Ispettorato Centrale Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Alimentari e Agricole. Ma nel mirino degli agenti soprattutto la tutela del Made in Italy e delle produzioni a denominazione registrata come le 18.000 uova provenienti dalla Spagna e che stavano per essere immesse nei mercati del sud Italia con il marchio falso "Made in Italy".

Dai dati dell’Ispettorato emerge una diminuzione gli operatori irregolari: il 4% in meno rispetto al 2004 e il 27% in meno rispetto al 2003. Tendenza inversa per i sequestri: nel 2003 si contavano 230 sequestri, nel 2004 erano quasi raddoppiati (442) fino ad arrivare ai 498 del 2005. Incremento notevole negli anni anche per le notizie di reato: aumentate nel 2005 del 12% rispetto al 2004 e dell’84% rispetto al 2003. A livello territoriale, per quanto riguarda le notizie di reato, un terzo (39%) deriva dagli Uffici periferici e dai laboratori del Sud. Segue il Centro con il 32% ed il Nord con il 20,4%. Ultime le isole con l’8,5% per un totale di 37 notizie di reato.

"E’ importante – ha dichiarato Diana Veccia Scavalli, funzionario dell’Icrf – riuscire a comunicare al consumatore un’informazione chiara e trasparente, ma non allarmante. Qualora così fosse si rischierebbero scelte da parte dei cittadini irrazionali. Basti pensare a quanto è successo nel caso dell’influenza aviaria".

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