SICUREZZA ALIMENTARE. “A Natale fate lo sciopero dell’ananas”, Zaia difende il Made in Italy

"Uno sciopero dell’ananas al posto di quello dello zampone; sarà questo il simbolo di questo Natale, contro tutto quello che non è agricoltura italiana"; è quanto ha lanciato il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi presso la sede del Ministero per fare un bilancio del 2008. "Basta essere esterofili, e basta con i prodotti che arrivano da chissà dove" ha detto il Ministro ribadendo l’importanza di rendere obbligatoria l’origine sulle etichette degli alimenti, soprattutto di alcune filiere. Zaia parla di "alcune parti del mondo in cui si utilizza ancora il DDT", che in Italia è stato vietato da tempo.

"Io immagino un punto vendita dove il consumatore può scegliere se dirigersi verso la gastronomia made in Italy o verso altre origini – ha detto Zaia – è questo il messaggio che dobbiamo far passare in Europa affinché non sia un’Europa di multinazionali che diffondono gusti e sapori standardizzati. Noi non vogliamo questo – ha aggiunto il Ministro – perché abbiamo oltre 4.500 prodotti tipici e vogliamo difenderli e valorizzarli. La qualità in agricoltura non è un lusso e noi non vogliamo ritrovarci come l’Inghilterra che vende sugli scaffali i prodotti Ogm per i meno abbienti e i prodotti organic food per quelli che hanno i soldi".

Luca Zaia è convinto della sicurezza e della qualità della produzione e dell’agricoltura italiana e anzi definisce questo periodo "un nuovo rinascimento agricolo dietro il quale ci sono, molto spesso, giovani contadini". Ed è proprio sull’imprenditoria giovanile che si sofferma il Ministro e sulla necessità di far conoscere la nostra agricoltura e le sue innovazioni all’opinione pubblica italiana, che da questo è ancora lontana.

"Noi non dobbiamo avere paura di nessuno, soprattutto in Europa dove hanno tentato di metterci al bando del negoziato, ma dove noi ci siamo messi al centro e abbiamo portato a casa grossi risultati". Zaia ricorda che l’Italia ha ottenuto da Bruxelles 129 milioni di euro all’anno da destinare agli aiuti agli indigenti. "Sono più del doppio di quanto avevamo lo scorso anno e con questi noi compreremo all’asta cibo che poi distribuiremo a quei 7 milioni di poveri italiani".

Il Ministro ha concluso con il bilancio dell’attività dell’Ispettorato controllo qualità (Icq): oltre 8.000 controlli sulla qualità dei prodotti agroalimentari in un anno. "Il mandato degli enti proposti ai controlli – ha detto Zaia – per il futuro è quello di coordinamento e integrazione per evitare sovrapposizioni e mancanza di conoscenza da parte dei singoli organismi". Il ministro ha poi annunciato di volere cambiare il nome all’Icq. "Deve essere più cattivo – ha detto Zaia – vista la missione che deve compiere, non vogliamo fare i Rambo ma solo difendere la salute dei cittadini".

di Antonella Giordano

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