SICUREZZA ALIMENTARE. Acqua contiene metalli pesanti. Tar Lazio accoglie ricorso del Codacons

L’acqua che esce dai rubinetti italiani non è poi così pulita. Anzi spesso contiene metalli pesanti e tossici. Lo sostiene il Codacons, in risposta ad un articolo pubblicato oggi su "Il Corriere della Sera". Il Tar del Lazio ha infatti accolto il ricorso presentato dall’associazione contro il provvedimento di proroga del valore di soglia di alcune sostanze inquinanti (nelle acque potabili) adottato dai Ministeri della Salute e dell’Ambiente, e diretto ad orientare Regioni e Province Autonome. Il Tribunale Amministrativo ha anche ordinato al Ministro Turco di informare correttamente i cittadini sul grado di inquinamento delle acque destinate al consumo umano.

Le Regioni interessate dal provvedimento dei due Ministeri erano Campania, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia, Toscana, Puglia e le province autonome di Bolzano e Trento. L’iniziativa legale dell’associazione, attraverso una accurata relazione tecnica, ha permesso di scoprire (nell’acqua potabile di molte parti d’Italia) la presenza oltre i limiti di legge di alcune sostanze pericolose per la salute umana. Si va dai cloruri, al nichel, fino all’arsenico.

Sulla pericolosità dell’arsenico inutile soffermarsi. "L’etica e il buon senso di qualsiasi esperto in tossicologia – afferma il Codacons – obbligherebbero ad imporre al legislatore livelli per questo metallo i più bassi possibili nelle acque potabili". Anche per le altre sostanze rilevate appare evidente che dovrebbero essere pressochè assenti dall’acqua consumata ogni giorno: il nichel perché altamente allergico, i cloruri in quanto causa di neoplasia di vari organi, i trialometani perché nocivi per l’accrescimento del feto ed i fluoruri poiché l’assunzione quotidiana di fluoro attraverso le acque potabili favorisce l’osteoporosi nelle donne sopra i cinquant’anni.

Comments are closed.