SICUREZZA ALIMENTARE. Additivi, HC risponde alle curiosità di un lettore

Coloranti, antiossidanti, edulcoranti e gelificanti. Nomi complicati di ingredienti alimentari diversi da qualsiasi altro, anche perché indicati da una sigla alfanumerica: "E seguita da un numero a tre cifre". Sono gli additivi, sostanze chimiche che hanno lo scopo di garantire la conservazione o di conferire particolari caratteristiche agli alimenti. Utili in alcuni casi (pensiamo ad certi conservanti), puramente accattivanti in altri (i coloranti). Quel che è certo è che i consumatori ne sanno poco, anche perché spesso non sono indicati con la loro sigla ma per intero e questo tipo di informazione può fuorviare il cittadino che cerca di conoscere la lista degli ingredienti di ciò che sta comprando. Un nostro lettore ci ha chiesto dei chiarimenti in merito ad alcuni additivi.

Sodio di solfito (E221) valutato è pericoloso. E’ sostanzialmente lo stesso additivo quasi sempre indicato nelle etichette dei vini?

Nei vini è possibile la presenza di solfiti (da E220 a E228) solitamente indicata con la dicitura "contiene solfiti", visti i rischi di allergia e intolleranza. Essenzialmente si tratta di anidride solforosa (E220), ma anche di altri solfiti che sciolti sviluppano anidride solforosa. Sono dei conservanti e antiossidanti. Per quanto riguarda il solfito di sodio la DGA (dose giornaliera ammissibile) è di 0,7 mg. Tra tutti i solfiti solo l’anidride solforosa e il metabisolfito di potassio (E224) sono consentiti nel biologico.

L’acido citrico (E330) per molti è considerato pericoloso, per altri categoria A (non tossico); dove sta la verità?

Anche in questo caso siamo di fronte a un conservante o meglio a un regolatore di acidità. E’ presente in natura da fermentazione di zuccheri da melassa da parte di funghi. La DGA non è specificata e questo significa che le prove di tossicità non hanno portato alla individuazione di elementi di pericolo. Sono stati però rilevati casi di aftosi orale, acidità di stomaco e irritazione locale. E’ un additivo permesso anche nel biologico.

In generale la norma prescrive che gli additivi siano SEMPRE indicati in etichetta o permette delle omissioni (tipo per quantità modeste)? Per esempio mi risulta che su patatine snack vengano aggiunti E102 e E320 ma negli ingredienti è semplicemente scritto: "Patate, sale, olio".

Gli additivi devono essere sempre indicati in etichetta tramite il codice alfanumerico o tramite la dicitura della sostanza per intero. Esiste però una disinformazione nei confronti del consumatore per quanto riguarda gli additivi presenti negli ingredienti dei prodotti, ovvero se sono aggiunti al prodotto non direttamente.

L’indicazione "aromi" a differenza di "aromi naturali" può contemplare additivi alimentari?

Secondo la normativa europea gli aromi possono contenere additivi alimentari consentiti dal Regolamento (CE) n. 1333/2008.

Fonti: www.efsa.eu, Gli additivi alimentari, Matteo giannattasio, Carmen Rucabado Romero, normativa Ue.

A cura di Silvia Biasotto

 

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