SICUREZZA ALIMENTARE. Allarme diossina, AACC: “Etichetta d’origine anche su alimenti trasformati”

Sull’allarme diossina scoppiato in questi giorni in Germania, intervengono anche le Associazioni dei consumatori. Federconsumatori chiede il blocco dell’importazione fino a che non sia definitivamente risolto il problema relativo alla diossina nei mangimi utilizzati negli allevamenti. Oltre a disporre, ovviamente, controlli a tappeto circa la presenza in Italia dei prodotti interessati da tale allarme, disponendone l’eventuale ritiro.

"Gravissime e coraggiose – dichiara Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori – a tale proposito, le denunce delle Associazioni dei Consumatori tedesche relativamente alla colpevole indifferenza sia da parte delle imprese, relativamente agli autocontrolli, ma anche da parte delle istituzioni locali al fine di favorire le esportazioni. Accuse gravissime che, se verificate, apriranno la strada alle denunce per un vero e proprio attentato alla sicurezza dei cittadini dell’Unione Europea e, più in generale, di tutti i paesi importatori di tali prodotti. In tal senso chiamiamo la Comunità Europea ad intervenire con la massima severità nei confronti di comportamenti tanto gravi ed inaccettabili. "Ciò che emerge chiaramente da tali avvenimenti, in ogni caso, è l’assoluta necessità ed urgenza dell’avviamento di politiche comunitarie tese alla promozione di un’informazione chiara e trasparente su tutti i prodotti alimentari, da realizzarsi attraverso l’obbligo dell’indicazione di origine in etichetta. Una fondamentale misura di tutela – conclude Trefiletti – che, da anni, rivendichiamo a livello nazionale e comunitario".

"L’ennesimo scandalo alimentare di beni provenienti dall’estero conferma la necessità di estendere a tutti i prodotti, anche i trasformati, l’origine in etichetta". A dichiararlo è Silvia Biasotto, responsabile Dipartimento Sicurezza Alimentare del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) che aggiunge: "Con questo non significa che i prodotti non esteri siano meno sicuri dei nostri, ma è sacrosanto il diritto del consumatore di sapere da dove provengono le uova, il latte, la carne che sta comprando, anche se contenuta come ingrediente in un preparato alimentare". "Ricordiamo – continua Biasotto – la nostra approvazione nei confronti del ddl etichettatura dei prodotti alimentari approvato in Commissione Senato lo scorso mese, che prevede l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di provenienza dei prodotti alimentari non trasformati e, per i prodotti trasformati, l’indicazione del luogo in cui è avvenuta l’ultima trasformazione sostanziale e il luogo di produzione o coltivazione della materia prima prevalente. Ci auguriamo l’approvazione definitiva il prossimo 12 gennaio".

Adiconsum invita, invece, i consumatori italiani a non preoccuparsi eccessivamente poiché le uova importate in Italia dalla Germania sono minime. Inoltre l’Associazione ricorda che una specifica normativa prescrive già da anni un sistema di etichettatura in cui è prevista l’indicazione obbligatoria dell’origine direttamente sul guscio di ogni singolo uovo. "Sebbene, dunque, il sistema di allerta rapido in vigore in tutta Europa ha già portato all’immediato ritiro del prodotto a rischio da tutti i punti vendita, i consumatori possono verificare la provenienza delle uova già acquistate leggendo il codice alfanumerico stampigliato sul guscio".

Per facilitarne l’interpretazione, Adiconsum ricorda che tale codice contiene le seguenti informazioni:

  • il tipo di allevamento: 0 per il biologico; 1 per le galline allevate all’aperto; 2 per le galline allevate a terra; 3 per quelle in batteria;
  • la sigla del paese di allevamento: IT, FR ecc.;
  • il codice attribuito all’allevamento (8 caratteri) che individuano: il codice Istat del comune sede dell’allevamento (3 cifre); la sigla della provincia (due lettere); il numero che l’Asl attribuisce all’azienda agricola (3 cifre).

Adiconsum sottolinea come questo caso sia esemplificativo dell’utilità dell’obbligo dell’origine indicata in etichetta. "Purtroppo nella maggior parte dei prodotti alimentari tale obbligo non è previsto".

Intanto dall’Associazione tedesca dei consumatori, Foodwatch, arriva una denuncia, secondo cui la diossina riscontrata nelle uova e nelle carni tedesche sarebbe stata provocata da pesticidi usati in Asia e in America del Sud.

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