SICUREZZA ALIMENTARE. Allarme diossina in Germania, Italia attiva primi controlli

L’Italia ha attivato i primi controlli sulla catena alimentare dopo l’allarme contaminazione di diossina nei mangimi scoppiato in Germania lo scorso 6 gennaio. Il Ministero della salute ha affidato agli uffici periferici per gli adempimenti degli obblighi comunitari (Uvac) di effettuare i primi accertamenti sull’import di alimenti (latte, carni, uova e prodotti da essi derivati provenienti dalla Germania). E’ stata inviata una nota a tutte le Associazioni di categoria affinché tutti coloro che introducono in Italia prodotti di origine animale, provvedano ad effettuare controlli specifici, nell’ambito delle procedure di autocontrollo, per questo contaminante.

Il 12 gennaio, intanto, è prevista una riunione tecnica a Bruxelles e per giovedì 13 gennaio il Ministro della salute, Ferruccio Fazio, ha convocato un vertice presso il Ministro, a cui parteciperanno i tecnici che hanno partecipato all’incontro di Bruxelles, i Nas e le Regioni, l’Istituto Superiore di sanità e gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Insieme si metteranno a punto modalità di controllo a campione per realizzare un secondo filtro. Fazio ha assicurato che l’Italia ha importato dalla Germania "una quantità di uova limitate" ed ha precisato che le uova italiane, che sono marchiate e tracciabili, "sono garanzia di sicurezza: grazie all’etichettatura è possibile rintracciarle guardando marchio di produzione e provenienza".

Le Autorità Tedesche hanno spiegato cosa è successo: un lotto di acidi grassi, normalmente utilizzato per usi tecnico-industriali è stato miscelato, verosimilmente per errore umano, a grassi destinati alla produzione di mangimi. Il periodo critico in cui si è determinata la contaminazione è compreso tra l’11 novembre ed il 16 dicembre 2010. La tracciabilità del prodotto ha permesso, quindi, di identificare un totale di 7 partite contaminate di materia prima, impiegate nella produzione di mangimi per bovini, suini e pollame. Sono state poste sotto sequestro, a scopo precauzionale, e a controllo analitico complessivamente 4.709 aziende avicole, suine e bovine da parte delle Autorità tedesche. È stata vietata la commercializzazione dei prodotti da tali aziende, sino a che non saranno disponibili gli esiti analitici. I Paesi coinvolti dalla rete di commercializzazione di prodotti derivati da animali alimentati con i mangimi contaminati, sono oltre la Germania, l’Olanda ed il Regno Unito. Ad oggi, pertanto le Autorità tedesche hanno escluso l’invio in Italia di alimenti o mangimi contaminati. L’Istituto Tedesco Federale per la Valutazione del Rischio ha dichiarato l’assenza di un rischio sanitario acuto come conseguenza del consumo per un breve periodo di uova e carni avicole, contaminate ai livelli riscontrati.

La Cia-Confederazione italiana agricoltori ha sottolineato che gli allevamento italiani sono sicuri e per quanto riguarda le importazioni, i controlli sono rigidi e funzionano. "Nel nostro Paese – ricorda la Cia – entrano dalla Germania quantità molto ridotte di uova. Comunque, grazie all’etichettatura d’origine le autorità preposte possono rintracciarle e toglierle da mercato. Mentre per le altre importazioni la vigilanza attivata è molto alta". "Nel riaffermare che le nostre produzioni sono estremamente sicure e che ogni allarmismo può provocare contraccolpi negativi sul mercato, come del resto è avvenuto durante altre emergenze alimentari, per altro non causate dai produttori italiani, la Cia ribadisce l’esigenza che l’etichetta di origine venga estesa a tutte le produzioni. Attualmente, oltre alle uova, l’obbligo di indicare la provenienza è in vigore per la carne bovina, per il pollo, per l’ortofrutta fresca, per il miele, per il latte fresco, per la passata di pomodoro, per l’olio extravergine di oliva.

Il Presidente della Coldiretti, Sergio Marini, ribadisce come il ripetersi di emergenze alimentari renda di vitale importanza garantire la trasparenza dell’informazione sui prodotti alimentari per un paese come l’Italia che è grande importatore di materie prime". Il Ministro delle politiche agricole, Giancarlo Galan, ha annunciato l’approvazione definitiva della legge sull’etichettatura d’origine, prevista per il prossimo 12 gennaio. "Una legge nazionale – sottolinea Marini – che dovrà tamponare una carenza comunitaria sull’etichettatura che oggi più che mai si dimostra clamorosamente incomprensibile".

"I consumatori si attendono garanzie immediate sulla salubrità dei prodotti alimentari in vendita. Non quello che si dovrà fare, ma quello che si sta facendo. Dobbiamo dire loro che il sistema attuale dei controlli degli alimenti è assolutamente affidabile; tutto il resto non conta". Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni che aggiunge: "L’etichettatura è importante nell’ottica della trasparenza e della corretta informazione dei consumatori. Ma non è stata ancora varata. C’è però un sistema di controlli avviato all’indomani della vicenda Bse che, a quanto ci dicono le autorità sanitarie europee, tedesche e italiane, sta funzionando a dovere. Si basa sulla tracciabilità che è anche rintracciabilità delle singole partite contaminate che permette di individuare, circoscrivere e fronteggiare le situazioni anomale". "Insomma – aggiunge il presidente di Confagricoltura – il sistema dei controlli europei funziona a dovere; c’ è un monitoraggio costante di quanto viene immesso in vendita, controllato lungo tutte le fasi della filiera, produzione-trasformazione-distribuzione. In Germania l’allarme non è scattato immediatamente perché ci sono stati comportamenti criminali che hanno impedito che ciò accadesse". Il consiglio di Confagricoltura è comunque, in questa fase, quello di consumare italiano. "Ogni singolo uovo – ricorda Vecchioni – ha sul proprio guscio un codice identificativo che indica il Paese di provenienza. Se il codice alfanumerico contiene la dicitura IT è prodotto in Italia".

Comments are closed.