SICUREZZA ALIMENTARE. Altroconsumo: il latte con le fibre non fa miracoli

Il latte con le fibre non fa miracoli. E’ l’avvertimento di Altroconsumo rispetto a Fibresse, un latte a lunga conservazione cui vengono aggiunte fibre alimentari per agevolare la regolarità intestinale. Altroconsumo spiega che le fibre non sono tutte uguali, ma si distinguono in 2 grandi categorie: le fibre solubili, come inulina, oligo-fruttosio, sostanze pectiche, gomme, mucillagini e le emicellulose, che a contatto con l’acqua diventano gelatinose. La loro funzione principale è quella di intervenire sul colesterolo del sangue, catturando, in qualche modo, le molecole di grasso, ma non intervengono, se non in minima parte sulle funzioni intestinali. Poi ci sono le fibre insolubili, come cellulosa, lignina e alcune emicellulose, che hanno la capacità di assorbire l’acqua nell’intestino, dando viscosità alla massa e favorendo così l’eliminazione delle feci e la riduzione del tempo del transito intestinale.

Fibresse è arricchito con fibra alimentare solubile (frutto-oligosaccaridi), quindi non ha un’azione lassativa diretta, come per esempio la fibra dei cereali integrali, ma favorisce la flora batterica nell’intestino che, a sua volta, aiuta a regolarne le sue funzioni. Inoltre, ne contiene poca: 1,2 grammi in 100 ml, cioè 2,4 grammi se si considera un bicchiere da 200 ml, meno di quella presente in una mela (3 grammi circa).

Nell’ottobre del 2010 – ricorda l’Associazione dei consumatori – l’Efsa, nell’ambito del lavoro di autorizzazione dei claim salutistici, si è espressa sulla fibra alimentare concludendo che "non è sufficientemente caratterizzata in relazione agli effetti vantati presi in considerazione" (cioè: senso di sazietà, controllo del peso, regolarità intestinale). Quindi, al momento, il claim riportato su Fibresse "un aiuto per la regolarità intestinale" non ha ricevuto l’approvazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

Altroconsumo ribadisce l’importanza delle fibre nella nostra alimentazione: anche un recente studio suggerisce che chi ha una dieta ricca di fibre ha un rischio di morte per cancro, malattie cardiovascolari, respiratorie e infettive inferiore rispetto a chi ne consuma poche. L’apporto quotidiano adeguato è di 25-30 grammi e per soddisfarlo non è necessario ricorrere a integratori, ma è sufficiente una dieta ricca di frutta, verdura e cereali, meglio se integrali.

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