SICUREZZA ALIMENTARE. Angri (Sa), sequestro falso pomodoro “Made in Italy”. Plaude Coldiretti

Con l’aumento del 18 per cento degli arrivi in Italia, nel primo semestre 2010, del concentrato di pomodoro cinese l’operazione dei Carabinieri è particolarmente importante per evitare che venga spacciato sul mercato nazionale ed estero il falso pomodoro Made in Italy, a danno dell’immagine e dell’economia del Paese. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente il maxisequestro di falso pomodoro "Made in Italy" ad Angri, in provincia di Salerno da parte del nucleo antifrodi del Comando carabinieri politiche agricole e alimentari. Una azione avvenuta – spiega la Coldiretti – in esecuzione del decreto emesso dal Gip del Tribunale di Nocera inferiore con il sequestro di 460.700 chili di doppio concentrato di pomodoro, pari a 931.978 barattoli da 150 grammi, per un valore complessivo di circa 400mila euro, perche’ "confezionati con etichette attestanti indebitamente l’origine italiana del prodotto, in realta’ ottenuto dalla lavorazione di triplo concentrato di pomodoro proveniente dalla Repubblica popolare cinese e destinato al mercato estero".

Nonostante il dichiarato impegno a garantire la sicurezza alimentare dopo lo scandalo del latte alla melamina, la Cina ha continuato ad esportare prodotti a rischio ed è stata il Paese che ha ricevuto dall’Unione Europea il maggior numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge. Nel 2009 – afferma la Coldiretti – su un totale di 3204 allarmi per irregolarità ben 344 (11 per cento) hanno riguardato la Cina per pericoli derivanti dalle contaminazioni dovute sopratutto a materiali a contatto con gli alimenti.

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