SICUREZZA ALIMENTARE. Aranciate senza arance, Fedagri propone patto con GDO

Contro i falsi succhi d’arancia, Fedagri propone un patto con la grande distribuzione organizzata. Fedagri-Confcooperative si impegna, cos’, a preparare una contromossa nel caso in cui questi prodotti siano ammessi nel mercato italiano. I consumatori in generale, ma le madri in particolare, quando compiono una scelta alimentare per i loro bambini, devono avere strumenti che consentano di riconoscere la bevanda veramente nutritiva, cioè i succhi di arancia, distinguendola dalle bevande illusorie agli additivi. Questo, se la norma diverrà legge, potrà avvenire, secondo Fedagri-Confcooperative, solamente con un packaging in grado di far identificare in modo chiaro e trasparente il succo di arancia.

E’ per questo che Fedagri-Confcooperative garantisce il proprio impegno e quello di tutte le cooperative che rappresenta, ma ritiene importante coinvolgere in questo percorso anche la GDO.
La cooperazione dovrà fornire chiare informazioni in etichetta e sul packaging e si impegnerà a cercare di proporre il prodotto in confezioni che ne facilitino la riconoscibilità, enfatizzando sull’etichetta la percentuale di frutta contenuta nella confezione e prevista dalla legge italiana.
La GDO, da parte sua, dovrà impegnarsi ad evitare di porre i succhi d’arancia accanto alle bevande illusorie. La vicinanza sugli scaffali potrebbe, infatti, indurre in errore il consumatore che potrebbe pensare che si tratti di prodotti succedanei. Questo sarebbe un grave sbaglio. La GDO dovrebbe quindi evitare la confusione che deriva dal fatto che le confezioni ed i formati del prodotto siano simili, evidenziando adeguatamente con cartelli l’esatta collocazione di succhi e dei nettari rispetto ai "falsi" succhi di arancia.

Comments are closed.