SICUREZZA ALIMENTARE. Assolatte: bevanda di soia? Non chiamatela latte

Spesso viene proposto come alternativa leggera al latte di mucca, ma il latte di soia è vero latte? In realtà, secondo i nutrizionisti, questa bevanda ha caratteristiche molto diverse dal latte di mucca e per legge non potrebbe neanche essere definito latte. La precisazione arriva da Assolatte che sottolinea come non ci siano paragoni, tra i due prodotti, né dal punto di vista nutrizionale né dei prezzi.

Il latte non contiene alcun tipo di additivo, mentre la bevanda di soia viene addizionata di zuccheri, sale, aromi o grassi vegetali per rendere più gradevole il sapore, e di vitamine e calcio per migliorarne il profilo nutrizionale che, comunque, rimane molto diverso. Anche sul fronte dei prezzi non c’è paragone: un litro di bevanda di soia può costare dai 2 ai 3,70 euro, ossia almeno il doppio rispetto allo stesso quantitativo di latte di mucca.

Dunque sono almeno 4 le ragioni per cui una persona sana non dovrebbe rinunciare al latte di mucca:

  1. Il contenuto di calcio in forma facilmente biodisponibile.
  2. L’alto valore biologico delle proteine. La caseina (che è la principale proteina del latte) la lattoalbumina e le lattoglobuline contengono nelle giuste quantità e nelle giuste proporzioni tutti gli aminoacidi di cui l’organismo ha bisogno, compresi gli aminoacidi essenziali.
  3. L’azione positiva dei peptidi. Questi frammenti proteici, derivati dalla digestione enzimatica delle proteine del latte, hanno molti effetti benefici multifunzionali: infatti hanno rivelato attività oppioide, ipotensivo, immunostimolante, antitrombotica e di trasporto di minerali.
  4. La presenza del lattosio. Questo carboidrato caratteristico del latte animale non si trova in nessun altro alimento: è importante perché contribuisce alla biodisponibilità del calcio.

Ma chi è intollerante al lattosio (ossia il 5% degli europei) cosa può fare? Consumare il latte "ad alta digeribilità" o "delattosato", nel quale il lattosio è stato quasi completamente idrolizzato ma senza intaccare il patrimonio di proteine, minerali e vitamine del latte. E poi l’intolleranza al lattosio può essere migliorata proprio consumando quantità gradualmente crescenti di latte: infatti, esiste una quantità di lattosio (come quella contenuta in un bicchiere da 100 cc di latte o in un cappuccino) che può essere ingerita senza provocare disturbi.

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