SICUREZZA ALIMENTARE. Bufale dopate, 19 arresti. I commenti di agricoltori e animalisti

Le bufale venivano dopate con l’ormone della crescita per produrre più latte. I carabineri dei Nas hanno arrestato diciannove persone nel Casertano, accusate di usare sostanze dopanti, e in particolare somatotropina, negli allevamenti di bufale. Controlli e perquisizioni si sono estesi ad altre regioni d’Italia.

Per la Cia-Confederazione italiana agricoltori servono "tolleranza zero" per chi sofistica ed inquina gli alimenti, rafforzamento dei controlli, indicazione d’origine in etichetta, dura lotta alle falsificazioni. Per l’organizzazione "è necessaria la massima fermezza contro chi, attraverso azioni criminali, fraudolenti e illegali, mette a repentaglio la salute dei cittadini e provoca gravi danni alla stessa credibilità del settore agroalimentare italiano".

La LAV chiede di debellare "l’intreccio criminale tra gli allevatori in malafede, i veterinari pubblici collusi e i professionisti delle frodi alimentari". È quanto ha dichiarato Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, ricordando come agli indagati sia stato contestato anche il reato di maltrattamento di animali. "Gli interessi criminali nel circuito degli allevamenti di bufale, sul quale si impernia un sistema economico di rilevante valore, sono noti da anni – afferma il responsabile LAV – Si tratta di un fenomeno che vede l’interesse anche di clan camorristici che tentano il controllo di tutta la filiera, dall’approvvigionamento dei foraggi alla produzione del latte, dall’attività casearia alla distribuzione ed esportazione del prodotto finito, all’imposizione di vendita per punti vendita e ristoranti."

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