SICUREZZA ALIMENTARE. Cibo dal Giappone, CRTCU: ecco come scegliere il pesce

Dopo l’incidente della centrale nucleare di Fukushima si sono sollevati rischi sulla salute dei consumatori, legati alla contaminazione degli alimenti provenienti dal Giappone. Il Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti di Trento (CRTCU) fa il punto sulla situazione attuale. Lo scorso 8 aprile la World Health Organization, grazie ai dati di 63 stazioni di sorveglianza in tutto il mondo, ha assicurato che non ci sono rischi per la salute delle persone che vivono al di fuori del Giappone per le radiazioni nell’atmosfera a seguito della rottura degli impianti nucleari giapponesi.

In Italia, alla data del 12 aprile, "i valori rilevati", sui vegetali a foglia larga e foraggio, "non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario" secondo l’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) del Ministero della Salute.

Ma la preoccupazione dei consumatori per la loro salute derivante dal consumo di alimenti resta alta e l’Unione Europea a fine marzo ha adottato un regolamento per rafforzare i controlli degli alimenti provenienti dal Giappone. Oltre ad un sistema di monitoraggio e di gestione dei rischi alimentari – ricorda il CRTCU – esistono regole precise per comprendere da dove vengano gli alimenti ed in particolare il pesce, aiutando in tal modo i consumatori nelle loro scelte d’acquisto.

Il Regolamento CE n. 104/2000 stabilisce che l’etichetta del pesce debba indicare se si tratta di pesce scongelato o no; deve essere poi indicato se è pesce d’allevamento ("prodotto di acquacoltura") o pescato in mare ("prodotto della pesca") o in fiumi o laghi ("prodotto della pesca in acqua dolce"). L’etichetta deve anche riportare la provenienza o, meglio, la zona di cattura. Per il pesce d’allevamento e per quello pescato in acque dolci è sufficiente indicare il nome del Paese in cui è stato catturato o allevato, mentre per quello pescato in mare l’indicazione può essere effettuata sulla base di codici predeterminati. Questi i codici indicanti le zone marine di cattura: 21 Atlantico nord-occidentale; 27 Atlantico nord-orientale; 27 III d Mar Baltico; 31 Atlantico centro-occidentale; 34 Atlantico centro-orientale; 37.1, 37.2 e 37.3 Mar Mediterraneo; 37.4 Mar Nero; 41 Atlantico sud-occidentale; 47 Atlantico sud-orientale; 51 e 57 Oceano Indiano; 61, 67, 71, 77, 81 e 87 Oceano Pacifico; 48, 58 e 88 Antartico.

Per avere informazioni riguardo alla composizione degli alimenti, è possibile rivolgersi all’Agenzia provinciale per la Protezione dell’Ambiente, Settore Laboratorio e Controlli, Via Lidorno, 1, 38100 Trento, Telefono 0461-493000/1/2 (Eventuali analisi chimiche sono a pagamento come da tariffario disponibile presso il Settore Laboratori e Controlli dell’Agenzia provinciale per la Protezione dell’Ambiente). Se si trovano alimenti in cattivo stato di conservazione o corpi estranei presenti nel prodotto o se si accusano malori a seguito di ingestione di alimenti, ci si può rivolgere al Comando Carabinieri per la tutela della salute – NAS, Largo Porta Nuova, 9, 38100 Trento, Telefono 0461-986296. Per questioni legate all’esercizio del commercio (indicazioni prezzi, contenuti delle etichette ecc.), bisogna rivolgersi alla Polizia Annonaria Municipale, presso la Polizia Municipale di Trento, Via Bronzetti, 1, 38100 Trento, Telefono 0461-884411 – 884439 o presso la Polizia Municipale di Rovereto e Valli del Leno, Piazza Podestà, 11, 38068 Rovereto, Telefono 0464 – 452110. In ogni caso il CRTCU è a disposizione per ulteriori consigli.

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