SICUREZZA ALIMENTARE. Coldiretti: made in Italy a rischio

Almeno una pizza su due contiene ingredienti principali importati dall’estero senza alcuna indicazione per i consumatori che credono di assaporare i prodotti della tradizione Made in Italy mentre viene loro servito un mix di farina, pomodoro, mozzarelle e olio provenienti da migliaia di chilometri di distanza. E’ la Coldiretti a presentare a Napoli la prima pizza firmata dagli agricoltori italiani per contrastare l’evidente rischio sulla perdita di originalità del prodotto piu’ amato dagli italiani.

Sempre piu’ spesso nelle pizzerie viene servito un prodotto preparato – sottolinea la Coldiretti – con cagliate provenienti dall’est Europa invece della tradizionale mozzarella, pomodoro cinese invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo o addirittura olio di semi al posto dell’extravergine italiano e farina canadese o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale. In Italia sono stati importati in un anno – spiega la Coldiretti – 500 milioni di chili di extravergine, 86 milioni di chili di cagliate per mozzarelle, 130 milioni di chili di concentrato di pomodoro e 5 miliardi di chili di grano tenero.

L’operazione verità della Coldiretti smaschera gli inganni del finto Made in Italy. Eccoli:

  • IL 50 PER CENTO DELLA FARINA DI GRANO TENERO IMPIEGATA PER LA PIZZA E’ IMPORTATA;
  • LA METÀ DELLE BOTTIGLIE DI OLIO DI OLIVA CONSUMATE VIENE DALL’ESTERO
  • LA METÀ DELLE MOZZARELLE NON A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CHE SONO FATTE CON LATTE O ADDIRITTURA CAGLIATE STRANIERE
  • BEN IL 20 PER CENTO DEL POMODORO IN SCATOLA VENDUTO IN ITALIA È ADDIRITTURA DI PROVENIENZA CINESE.

 

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