SICUREZZA ALIMENTARE. Confagricoltura: al via progetto internazionale su biosicurezza

La biosicurezza sta diventando uno dei temi più importanti per la comunità internazionale e comprende il rischio che deriva dall’eventuale introduzione deliberata di parassiti delle piante, capaci di mettere a rischio l’economia agricola di una nazione, la qualità e la sicurezza delle produzioni, la fiducia dei consumatori e, più in generale, il benessere di un Paese. Insomma: i parassiti delle piante potrebbero essere usati come armi biologiche e questo rischio non è privo di fondamento.

Per questo all’inizio dell’anno si è costituta una rete di eccellenza, finanziata nell’ambito del VII Programma Quadro europeo Sicurezza, a cui partecipano tredici partner appartenenti a otto Paesi (Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Ungheria, Israele, Turchia, Stati Uniti d’America) e parte di un progetto volto alla costituzione di un Centro virtuale di eccellenza sul tema della biosicurezza in campo agro-alimentare. Il progetto prende in considerazione il rischio posto dalla possibile introduzione, a fini terroristici, di patogeni vegetali e animali delle colture e di patogeni dell’uomo, utilizzati per contaminare derrate. Il "quartier generale" di difesa contro l’agroterrorismo è a Torino.

È quanto emerso dalla tavola rotonda organizzata oggi da Confagricoltura sul tema "agroterrorismo e biosicurezza". Un rischio da non trascurare "per evitare – afferma l’associazione – l’11 settembre dei campi". La cooperazione internazionale risponde dunque al fatto che anche il settore agricolo e agroindustriale potrebbe diventare bersaglio di azioni terroristiche. Commenta il presidente Confagricoltura Federico Vecchioni: "Il nostro obiettivo non è creare allarmismo. Vogliamo far conoscere una problematica importante, non perché ci sia un pericolo imminente ma per valutarne per tempo i rischi".

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