SICUREZZA ALIMENTARE. Consiglio Ue dice no a Ogm in Austria e Ungheria. I commenti

Oggi i Ministri dell’Ambiente dell’Ue hanno detto no alla proposta della Commissione europea che permetteva le coltivazioni di Organismi Geneticamente Modificati, in particolare revocava lo stop all’introduzione di due varietà di granturco della Monsanto, in Austria e Ungheria. "Il no dei Ministri dell’Ambiente della Ue e dell’Italia alla fine dei divieti nazionali di coltivazione del mais Ogm in Austria e in Ungheria risponde alle preoccupazioni espresse dai cittadini italiani ed europei sulla diffusione di cibi transgenici – ha scritto in una nota la Coldiretti – Il 67% dei cittadini italiani e il 63% di quelli europei ritengono che i cibi con organismi geneticamente modificati siano meno salutari di quelli tradizionali e ciò rappresenta una ragione in più per rispettare il principio della precauzione nei confronti dei consumatori, anche alla luce di recenti studi condotti circa gli effetti degli organismi geneticamente modificati sul sistema immunitario degli animali".

"Non va poi dimenticato che le coltivazioni Ogm nel mondo – continua la Coldiretti – non solo non hanno risolto il problema della fame, ma hanno anche aggravato la dipendenza economica dall’estero di molti Paesi in via di Sviluppo. E l’Italia, con i primati conquistati qualitativi e nella sicurezza alimentare nell’agroalimentare ha peraltro una ragione in più per invocare cautela sulle ipotesi di diffusione degli organismi geneticamente modificati".

"Il no dei ministri dell’Ambiente alla proposta della Commissione – ha ricordato Coldiretti – segue lo stop giunto dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea al segreto sulla localizzazione dei terreni dove vengono realizzate coltivazioni ogm. Secondo il pronunciamento della Corte di Giustizia, gli Stati membri non possono invocare l’ordine pubblico per opporsi alla divulgazione del sito dell’emissione di organismi geneticamente modificati, a conferma del diritto di accesso del pubblico alle informazioni sulle emissioni di ogm".

"Una decisione sensata quella del Consiglio dei Ministri Ue, così come quella del governo italiano che ha dato prova di voler difendere l’agricoltura di qualità". Questo il parere espresso dal presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza. "Adesso è importante – continua il presidente dell’associazione – che il Consiglio dei Ministri Ue e in particolare il nostro governo, mantengano questa posizione anche in occasione delle prossime decisioni che saranno chiamati a prendere nelle prossime settimane"

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