SICUREZZA ALIMENTARE. Copa-Cogeca chiede etichettatura origine dei prodotti agricoli

Un’indicazione obbligatoria dell’origine dei prodotti agricoli impiegati "intesa come luogo in cui il prodotto è stato coltivato o in cui l’animale è stato allevato" e non solo quello di confezionamento come accade per esempio per il succo di arance brasiliane imbottigliato in Europa. E’ la richiesta dei rappresentanti di 15 milioni di persone impegnate nell’agricoltura comunitaria nel testo del documento sull’etichettatura alimentare approvato dal Praesidium del Copa-Cogeca (Comitato delle Organizzazioni Professionali Agricole dell’Unione Europea e Confederazione Generale delle Cooperative Agricole dell’Unione Europea), con il sostegno del Presidente della Coldiretti Paolo Bedoni eletto recentemente vicepresidente dell’organizzazione degli imprenditori agricoli europei con la delega alla sicurezza alimentare.

Nel documento approvato dal Copa-Cogeca si chiede peraltro – riferisce la Coldiretti – che anche per i prodotti biologici venga resa chiaramente visibile al consumatore l’indicazione dello Stato membro o del paese extracomunitario da cui provengono, come pure per i prodotti a denominazione di origine (DOP/IGP) per i quali dovrebbe essere reso obbligatorio indicare il paese di origine delle componenti agricole usate in un prodotto come parte dell’etichettatura degli ingredienti.

L’Italia – sottolinea la confederazione – ha fatto valere il proprio ruolo di leadership nelle politiche rivolte alla qualità e alla sicurezza alimentare e a distanza di pochi giorni dall’entrata in vigore delle norme nazionali sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine del pomodoro impiegato nella passata, anche dall’Europa viene una importante spinta per superare i ritardi ancora presenti nella normativa comunitaria sulla trasparenza dell’informazione ai consumatori.

Secondo Coldiretti si tratta di un’esigenza nel mercato globale soprattutto alla luce delle recenti emergenze sanitarie (dalla mucca pazza dell’Inghilterra al pesce al mercurio, dal latte alla diossina del Belgio ai polli all’antibiotico del Brasile fino all’influenza aviaria) che hanno fatto crescere le preoccupazioni nei cittadini europei come dimostra che secondo una recente ricerca Eurobarometro "la paura che il cibo consumato possa danneggiare la salute preoccupa il 42% dei cittadini europei ed è più temuta del rischio di criminalità (31%) e del terrorismo (20%).

Per maggiori approfondimenti clicca qui per visitare il Saperne di più di HC sull’Etichettatura.

Comments are closed.