SICUREZZA ALIMENTARE. DHA e latte formulato, verso il voto del Parlamento Europeo

Il 16 marzo la Commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare del Parlamento Europeo (ENVI) ha votato per bloccare l’utilizzo del claim che afferma che l’aggiunta di DHA al latte artificiale apporta benefici alla vista dei bambini. Il passaggio successivo è il voto del Parlamento Europeo nella prossima sessione del 4-7 aprile. Il claim era stato approvato dall’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza degli Alimenti) ma la sua veridicità è ancora dibattuta dalla comunità scientifica. Anche l’IBFAN Italia ha mostrato qualche perplessità.

Mentre è noto, infatti, che gli acidi grassi a lunga catena contenuti nel latte materno (fra cui il DHA) svolgono importanti funzioni, fra cui quella di garantire un normale sviluppo dell’apparato visivo del lattante, ancora non ci sono sufficienti evidenze che un simile effetto venga svolto da acidi grassi provenienti da altre fonti e aggiunti ai latti artificiali di formula. Ma soprattutto, è inaccettabile che le compagnie usino questi mezzi per promuovere le vendite di sostituti del latte materno, facendo leva sul comprensibile desiderio dei genitori di offrire ai loro bambini quanto di meglio offre il mercato. Mentre in Italia, l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (Antitrust) ha recentemente scritto alla Commissione Europea e all’EFSA affinché vengano emanate delle linee guida europee per limitare e regolamentare l’uso dei claim
autorizzati da parte delle compagnie, poiché l’Autorità ha rilevato che attraverso questi claim vengono veicolati "messaggi potenzialmente devianti, generando nei consumatori aspettative infondate o eccessive", negli USA la Food and Drug Administration negli USA, ha registrato oltre 90 casi di effetti avversi in lattanti che hanno consumato formule addizionate di DHA e, dopo aver autorizzato il claim nel 2007, sta oggi richiedendo studi che indaghino circa la percezione che le madri hanno di questi messaggi pubblicitari e come questi influiscono sulle loro decisioni riguardanti l’alimentazione dei lattanti.

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