SICUREZZA ALIMENTARE. Da Bruxelles dubbi sull’etichetta alimentare d’origine

Etichetta d’origine: i dubbi della relatriceL’ok della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo all’etichettatura che indica il Paese di provenienza di tutti i tipi di carne, di prodotti lattiero-caseari, di frutta e verdura fresche, è destinata a far discutere. Salutata come una vittoria per i consumatori, visto che finalmente potranno sapere origine e luogo di trattazione di quello che mangiano, la novità introdotta al testo sulle nuove regole delle etichette alimentari incontra lo scetticismo della sua stessa responsabile, l’Eurodeputata tedesca Renate Sommer. "Prima di tutto sarà difficile per le Pmi indicare l’origine e i passi successivi di tutti i loro prodotti, poi non sarà veramente un vantaggio per i consumatori e infine non farà che causare problemi con il Consiglio". Secondo l’Eurodeputata, l’etichetta di origine, introdotta al suo rapporto da alcuni emendamenti, "avrebbe dovuto essere più realistica e fattibile". La Sommer fa l’esempio della confettura di fragole, dove le piccole aziende spesso utilizzano frutti raccolti da più Paesi nel corso dell’anno secondo la stagione, la qualità e il prezzo: "questo porterebbe i produttori a stampare 20 diverse etichette, con nessun vantaggio per nessuno". Secondo l’Eurodeputata, le uniche a guadagnarci sarebbero "le grandi imprese che schiaccerebbero quelle medio piccole". Per questo la Sommer ha chiesto alla Commissione europea di condurre uno studio d’impatto di questa regolamentazione. "Non siamo nemmeno sicuri se i consumatori davvero vogliono tutto questo. E’ solo una grande speculazione. Personalmente dubito ci sia un valore aggiunto per i consumatori". La relatrice ha concluso accusando qualche collega di "aver votato solamente secondo gli interessi commerciali del proprio Paese".

Le indicazioni nutrizionali finiscono sul retro – La Commissione Ambiente ha anche stabilito che si dovrà fornire, sulla parte posteriore della confezione, la quantità e il contenuto energetico di grassi, grassi saturi, zuccheri, sali, proteine, carboidrati e grassi transgenici. Alcuni deputati lamentano il fatto che queste informazioni non siano rese più visibili e che, appunto, finiscano "sul retro". L’Eurodeputato inglese laburista Glenis Willmott si è detto "molto deluso. Le persone hanno il diritto di avere subito le informazioni su quello che mangiano di modo che possano fare semplicemente le scelte migliori per la salute loro e della loro famiglia". Il verde svedese e vice presidente della Commissione Ambiente, Carl Schlyter, parla di tentativo di "nascondere le informazioni". "Non c’è nessun motivo per mettere sul retro informazioni così importanti per la salute, sempre che non consideriamo gli interessi dell’industria alimentare. E’ da rimpiangere che la maggior parte dei deputati abbiano pensato prima di tutto a questi interessi". "Queste informazioni nutrizionali – conclude Schlyter – sono finite sul retro dei prodotti per pochi voti. Speriamo di riuscire a rovesciare la decisione con il voto in plenaria". D’accordo la responsabile del rapporto Sommer, che invita la Commissione europea "a lavorare su un modello di etichetta più pratico. I consumatori non devono più essere ingannati con ingredienti artificiali". Anche secondo la BEUC il voto della Commissione Ambiente "è una batosta per i consumatori" visto il confinamento nel retro delle informazioni nutrizionali. "In questo modo i consumatori non saranno in grado di confrontare in modo semplice informazioni cruciali come ad esempio il contenuto di grassi, grassi saturi, sale e zuccheri. Dovranno andarne in cerca girandosi il prodotto tra le mani", ha commentato Monique Goyens, Direttrice generale Beuc.

Passi successivi – Dopo il voto della Commissione Ambiente, il Parlamento europeo si dovrà pronunciare nel suo insieme nella sessione plenaria di Luglio a Strasburgo in seconda lettura, quella finale. Intanto le negoziazioni tra le tre istituzioni Ue (il cosiddetto "trilogo" comprendente Commissione europea, Parlamento e Consiglio Ue) inizieranno già il 10 maggio e mireranno a raggiungere un accordo in tempi brevi. La Commissione europea, per venire incontro a richieste delle associazioni dei consumatori e anche del mondo dell’industria, ha proposto una revisione della legislazione sulle etichette alimentari nel 2008.

di Alessio Pisanò

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