SICUREZZA ALIMENTARE. Dal portafoglio alla tavola: cosa riusciamo a mangiare?

Nel giorno dello "Sciopero della Spesa" esperti dell’alimentazione si sono messi oggi a confronto per discutere quanto siano conciliabili le esigenze del portafoglio con quelle di un’alimentazione sana e di qualità. Si è infatti svolta oggi a Roma la conferenza PAN – Prevenzione, Alimentazione, Nutrizione organizzata dall’associazione Giuseppe Dossetti.

"Le massaie italiane – ha detto il presidente dell’associazione, sen. Ombretta Fumagalli Carulli – incontrano grandi difficoltà per riuscire ad abbinare, nel momento di fare la spesa, le risorse economiche a disposizione con la genuinità e la sicurezza del cibo acquistato".

Gli ultimi dati sugli aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari parlano di un +12,2% su base tendenziale del pane e del 25,6% per la pasta. Aumenti tendenziali si sono registrati anche per la carne: +4,2%. Gli italiani stanno così cambiando le loro abitudini di consumo alimentare. "Gli acquisti di vino di poco prezzo, per esempio, sono aumentati – ha aggiunto la senatrice – Nei reparti carni della grande distribuzione sono comparse le spuntature di maiale, le ali e le schiene di pollo e altre porzioni che costano meno e che hanno lo stesso valore nutritivo della parti più ‘nobili’".

"In una situazione di questo tipo – ha proseguito – c’è da domandarsi quanto siano sicuri i cibi che consumiamo". A questa domanda Fumagalli Carulli ha risposto ricordando i dati del V rapporto sulla sicurezza alimentare "Italia a Tavola 2008" presentato nei giorni scorsi dal Movimento Difesa del Cittadino e da Legambiente. "Nel 2007- ha detto – ammonta a 22 milioni di euro il valore dei sequestri effettuati dall’Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti a seguito di 733 sequestri e 478 notizie di reato. Per quanto riguarda i NAS sono stati sequestrati oltre 14 milioni di chili di prodotti alimentari per un valore di oltre 120 milioni di euro".

Un modo per fare una spesa alimentare di qualità e risparmiare è non sprecare. Nel corso della conferenza è intervenuto il professor Giorgio Calabrese, docente della nutrizione all’Università cattolica di Piacenza e di Torino e membro dell’ Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran), che ha spiegato: "Uno degli aspetti dovuti agli eccessi alimentari è il rischio dello spreco di cibo, soprattutto per frutta e verdura".

Secondo il professor Calabrese "è possibile utilizzare poche regole per evitare gli sperperi di cibo come acquistare poco e spesso, scegliere frutti non troppo maturi, prediligere i frutti interi e di stagione. E’ inoltre importante porre attenzione alla fase di trasporto. Ad esempio non lasciare frutta e verdura troppo a lungo sotto il sole o nel bagagliaio della auto prima di portarla a casa. In quest’ultimo caso se il veicolo è climatizzato prediligere il sedile posteriore. Nel frigo è necessario ricordare che la temperatura corretta è di 4 gradi e che la carne e il pesce devono stare nello scomparto più freddo, quindi nel più basso".

Passando dalla teoria e dai consigli alla pratica la giornata di confronto è stata anche l’occasione per la presentazione di alcune iniziative di educazione alimentare. Il medico di famiglia, Antonio Pio D’Ingianna, ha presentato il progetto "Altomonte 2000: città della prevenzione" da lui stesso ideato e coordinato. Il programma si basa su un modello di modifica degli stili di vita della popolazione "capace di influire sul sistema socio-ecologico di salute. La medicina dello stile di vita diventa così una medicina di iniziativa e anticipatoria. "Altomonte 2000: città della prevenzione" prevede un’attività di raccolta ed elaborazione di dati, corsi di formazione e informazione sull’alimentazione, con particolare riferimento alla dieta mediterranea e ai cibi funzionali. Organizziamo inoltre corsi nelle scuole con la descrizione della piramide alimentare e di giochi di educazione alimentare".

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