SICUREZZA ALIMENTARE. Diossina, CivicoLab: Umbria, consumatori chiedono più controlli

"I consumatori chiedono più controlli, impianti zootecnici compatibili con l’ambiente, chiedono l’obbligo dell’etichettatura, chiedono il DOP ovvero una certificazione per i prodotti davvero locali, chiedono la filiera corta per la carne di maiale, compatibilmente con le possibilità di una Regione che è piccola e non può continuare a mangiarsi il proprio territorio": è quanto sostiene Anna Rita Cosso, Segretaria regionale Cittadinanzattiva dell’Umbria, in un intervento pubblicato su CivicoLab, il laboratorio civico promosso e sostenuto dalle organizzazioni regionali di Cittadinanzattiva di Umbria, Toscana e Marche.

Si parte da una considerazione: l’allarme diossina negli alimenti a livello europeo degli ultimi giorni si unisce alla poco rassicurante notizia che in Umbria ogni anno arriva un milione di suini provenienti dall’estero, olandesi, tedeschi, belgi, anche se informazioni esatte non si hanno perché non c’è obbligo di porre etichetta con indicatore di provenienza sulla carne suina. "Diciamo allora che la prima informazione seria da dare ai consumatori consisterebbe nel dire se tra questo milione di capi ce ne fossero di provenienti dagli allevamenti sospetti di uso di mangimi alla diossina – si legge su CivicoLab – Sarebbe poi interessante farsi descrivere da chi va a caricare animali vivi in Olanda per essere poi macellati in Italia, le collocazioni di questi allevamenti intensivi: generalmente essi sorgono nelle vicinanze di grandi impianti di lavorazione di alimentari, di cui presumibilmente i suini mangiano gli scarti. O anche in che condizioni vivono questi animali". A partire da questa situazione, è stata lanciata una campagna per impiantare più impianti suinicoli in Umbria.

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