SICUREZZA ALIMENTARE. Dissequestrate 11 aziende. Turco visita Amadori

Delle 25 aziende coinvolte nel sequestro per la presenza di diossina nella mozzarella, 11 sono state scagionate. Intanto ieri il ministro della Salute Livia Turco ha visitato gli stabilimenti dell’azienda alimentare "Amadori" di Mosciano Sant’Angelo in provincia di Teramo che occupa 1.500 addetti su un totale di 6.200 dipendenti in tutta Italia.

Il Ministro ha sottolineato che l’operato del Ministero si è ispirato a tre criteri: controlli rigorosi e permanenti, nessuno sconto in caso di effettivo contagio, ma nessun allarme inutile, strumentale e ingiustificato, come quelli che hanno caratterizzato tutta la gestione della crisi (di fatto solo mediatica) dell’anno a cavallo tra il 2005 e il 2006.

"Questo metodo di lavoro – ha sottolineato Turco– ha dato i suoi frutti. I controlli non si sono mai interrotti, così come la vigilanza permanente sugli allevamenti e la tempestiva analisi delle sporadiche tracce di virus aviari riscontrati in uccelli selvatici o di allevamento per verificarne l’esatta tipologia. Il tutto con la totale collaborazione tra allevatori e autorità sanitarie e rispettando sempre il diritto inderogabile all’informazione da parte dei cittadini, che sono stati puntualmente informati su ogni singolo caso sospetto. Con chiarezza, trasparenza ma, appunto, senza allarmismi ingiustificati se non addirittura strumentali. E sicuramente si deve anche a questo metodo di lavoro se a tutt’oggi nel nostro Paese non è stato evidenziato alcun caso di contagio di virus dell’aviaria H5N1 negli allevamenti avicoli. Un grande successo della prevenzione veterinaria italiana e un’ulteriore testimonianza della qualità e della sicurezza dei nostri prodotti alimentari".

Dopo De Castro anche il responsabile del Dipartimento delle Politiche Agricole e Agroalimentari di Alleanza Nazionale, Rosario Lopa rassicura definendo la questione una "crisi, più mediatica che di qualità del prodotto mozzarella di bufala". "Occorre – ha affermato – fare al più presto chiarezza e tutelare l’immagine di uno dei prodotti piu’ rappresentativi del Made in Italy come la mozzarella di bufala".

 

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