SICUREZZA ALIMENTARE. Dolci natalizi, AIDI: leggere etichetta con attenzione

Durante le feste natalizie dello scorso anno sono state consumate oltre 83.000 tonnellate di dolci lievitati di ricorrenza, in crescita del 2,1% rispetto al Natale 2008, pari a circa 111 milioni di pezzi, con una prevalenza di panettone tradizionale (40,2%), seguito con il 32,8% dal pandoro tradizionale. Panettone e pandoro nelle versioni "speciali" hanno rappresentato il 19,7%, mentre le torte natalizie (altri lievitati di ricorrenza) il 7,3%. Nel 2009 le famiglie acquirenti sono state oltre 18 milioni; ogni famiglia ha acquistato in media 2,1 kg. di lievitati di ricorrenza natalizia. Le vendite hanno prevalso nel Sud (30,6%) e nel Nord-Ovest (27,8%); a seguire il Centro (22,2%) ed il Nord-Est (19,4%). "Per quanto riguarda quest’anno, si auspica che la stagione si possa chiudere con un lieve segno positivo o comunque sui livelli dello scorso Natale" sostiene in una nota l’AIDI che aggiunge: "Nonostante la criticità del periodo, caratterizzata da una fase di grande incertezza economica che ha indebolito la capacità di spesa del consumatore, il Natale costituisce, da sempre, un momento di maggiore propensione al consumo. Il Panettone ed il Pandoro, continuano a rappresentare segni irrinunciabili della festa, per l’impatto emotivo ed il forte legame alla tradizione che hanno nel vissuto del consumatore italiano".

Intanto l’AIDI mette sull’avviso i consumatori a leggere con attenzione l’etichetta e fare attenzione ai dolci che imitano il panettone e pandoro sugli scaffali della Gdo. Una circolare del ministero dello Sviluppo economico applicata da questa campagna natalizia prevede infatti che la forma classica e conosciuta a tutti di panettone e pandoro non possa essere utilizzata per prodotti che non rispondano alla denominazione e invita gli organi di controllo competenti a vigilare sui casi di imitazione dei noti stampi di panettone e pandoro da parte dei vari ‘Dolce di Natale’ e ‘Dolce di Milano’. I tentativi di imitazione sono numerosi – sottolineano dall’AIDI – e soprattutto questi prodotti non dovrebbero stare, sempre secondo la disposizione della circolare, sugli stessi scaffali o punti vendita del vero panettone e pandoro, proprio per evitare confusione e quella forma di concorrenza sleale e pubblicità ingannevole che il dispositivo del ministero vuole appunto contrastare.

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