SICUREZZA ALIMENTARE. E’ legge l’etichettatura obbligatoria dell’olio d’oliva

È diventata legge europea l’etichettatura d’origine obbligatoria per l’olio d’oliva. Lo ha annunciato oggi la Commissaria all’Agricoltura dell’Unione europea Mariann Fischer Boel. La legge entrerà in vigore il prossimo 1° luglio. Ha commentato Fischer Boel: "I consumatori meritano di conoscere che cosa stanno comprando e i produttori devono essere capaci di utilizzare i metodi di produzione di qualità come strumento di commercializzazione del loro prodotto".

La decisione dell’Unione europea di rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine dell’olio di oliva è stata accolta positivamente dagli agricoltori. Per il presidente Coldiretti Sergio Marini la decisione "apre la strada all’etichettatura trasparente per tutti i prodotti alimentari che sono ancora anonimi, dal latte a lunga conservazione a tutti i formaggi, dalla carne di maiale a quella di coniglio ed agnello, dai succhi di frutta alle conserve vegetali". Coldiretti sottolinea inoltre che "con la storica svolta dell’Unione Europea cadono gli ostacoli alle norme già in esistenti in Italia e alle iniziative del Governo e del Parlamento a sostegno dell’obbligo di indicare il luogo di origine e provenienza della materia prima agricola utilizzata per tutti gli alimenti". Inoltre "l’estensione dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle olive impiegate nell’extravergine in tutti i paesi europei – sottolinea la Coldiretti – è una risposta coerente alla necessità di combattere le truffe e di garantire la trasparenza alle scelte di acquisto dei consumatori per evitare che sia spacciato come Made in Italy olio spremuto da olive spagnole, tunisine o greche".

La tutela del made in Italy è sottolineata anche dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori. "Si tratta – commenta – di un provvedimento importante, attraverso il quale si impedisce di ingannare i consumatori vendendo come italiano un olio ricavato, invece, da miscugli diversi e soprattutto da olive provenienti da altri Paesi, come Grecia, Tunisia e Spagna. Un fenomeno, questo, molto diffuso e che ogni anno provoca al nostro settore olivicolo un danno superiore ai 500 milioni di euro". Per la Confederazione infatti "oggi su tre bottiglie due sono di olio estero, ma i consumatori italiani non lo sanno e le comprano come prodotto nazionale, in quanto manca una precisa informazione".

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