SICUREZZA ALIMENTARE. EFSA: piombo in alimenti è rischioso per sviluppo neurologico del bambini

Ortaggi, cereali e acqua potabile sono gli alimenti che contribuiscono maggiormente all’esposizione alimentare al piombo per la maggior parte della popolazione europea. Un’esposizione sulla quale si è espresso il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti (gruppo CONTAM) dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che ha pubblicato un parere scientifico sui possibili rischi per la salute in relazione alla presenza di piombo negli alimenti. Il risultato è che "gli attuali livelli di esposizione al piombo costituiscono un rischio basso o trascurabile per la salute della maggior parte degli adulti, ma che esistono potenziali motivi di preoccupazione in merito a possibili effetti sullo sviluppo neurologico dei bambini piccoli".

Le preoccupazioni partono dal fatto che il piombo può entrare nella catena alimentare. Da qui la richiesta della Commissione europea di valutare gli attuali livelli di esposizione al piombo, attraverso gli alimenti e altre fonti, e di determinare se l’attuale livello di riferimento per la tutela della salute pubblica, la "dose settimanale tollerabile provvisoria"(Provisional Tolerable Weekly Intake o PTWI) fosse ancora adeguato. Il gruppo di esperti dell’EFSA ha rilevato che l’esposizione non alimentare al piombo è meno importante per gli adulti, mentre la presenza del metallo nella polvere di casa e nel suolo possono essere fonti di esposizione a rischio per i bambini.

"Il gruppo – comunica l’EFSA – ha individuato in un ridotto quoziente intellettivo (QI) nei bambini piccoli e nella pressione sanguigna elevata negli adulti i principali effetti chiave sulla salute su cui basare la propria valutazione. Dopo aver effettuato un disamina dei dati disponibili, il gruppo di esperti ha ritenuto che la PTWI non fosse più adeguata. Non è stato possibile stabilire un nuovo livello di riferimento, in quanto non esiste una chiara soglia al di sotto della quale il gruppo potesse escludere effetti avversi. Il gruppo ha pertanto confrontato le attuali stime sull’esposizione per diversi gruppi della popolazione con i livelli superati i quali possono verificarsi effetti avversi. Di conseguenza il gruppo ha concluso che esistono potenziali preoccupazioni in particolare in merito a effetti sullo sviluppo neurologico nei feti, nei neonati e nei bambini".

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