SICUREZZA ALIMENTARE. Falsificazioni pericolose, Coldiretti: 9 su 10 vengono dalla Cina

L’86% degli oltre 250 milioni di articoli contraffatti sequestrati alle frontiere nell’Unione Europea in un anno viene dalla Cina. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle statistiche doganali pubblicate dalla Commissione europea, dalle quali si evidenzia sia che i prodotti maggiormente falsificati sono sigarette, abbigliamento e strumenti tecnologici di uso comune, sia che il fenomeno delle falsificazioni pericolose, cioè quelle riguardanti generi alimentari, prodotti per la cura personale e medicinali, è un fenomeno in costante crescita. Nel Vecchio Continente nell’ultimo anno sono aumentate del 400%.

Nell’ultimo anno in Italia, l’importazione di prodotti alimentari provenienti dalla Cina, è aumentata del 60% e riguarda soprattutto aglio, funghi, mele e conserve vegetali oltre alle specialità tipiche destinate alle comunità cinesi. Ma una buona notizia per i consumatori italiani è che a partire dal primo gennaio 2008, grazie anche al pressing della Coldiretti, sono entrate in vigore le norme sull’obbligo dell’etichettatura di provenienza per la passata di pomodoro, al fine di evitare che sia spacciata come Made in Italy quella ottenuta dalla rilavorazione di concentrato di pomodoro cinese. "Un rischio reale considerato che nel 2007 – come ha sottolineato la Coldiretti – sono quasi triplicate le importazioni di pomodoro concentrato dalla Cina (+163%) per un quantitativo che di 160 milioni di chili che equivale a circa un quarto dell’intera produzione di pomodoro coltivata in Italia".

Dalla Cina però arrivano anche aglio, mele e funghi in scatola che rischiano di essere spacciati come Made in Italy per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza. Per questo motivo l’associazione chiede che vengano immediatamente applicate le norme contenute nella legge 204 del 2004 per rendere obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’origine dei prodotti in vendita. L’associazione, quindi, chiede che "venga allargato l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per favorire i controlli, permettere l’immediato ritiro dal mercato dei prodotti eventualmente pericolosi e garantire così la sicurezza dei cittadini.

"La sicurezza dei prodotti cinesi – come sottolineato dalla Coldiretti – non è un problema che riguarda solo l’Europa come dimostra la vicenda dei ravioli ‘al veleno’ esportati dalla Cina in Giappone dove si registrano numerosi casi intossicazioni". Questa, secondo l’associazione, è "solo l’ultima denuncia sulla sicurezza dei prodotti Made in China che ha già coinvolto giochi per bambini, dentifrici, alimenti per cani e gatti, anguille, pesce gatto e conserve vegetali". L’aumento delle denuncie sulla sicurezza dei prodotti Made in China ha messo in allarme le stesse Autorità cinesi che sono intervenute ritirando le licenze per la produzione a centinaia di industrie alimentari per problemi legati alla sicurezza alimentare, dopo aver riscontrato che nei primi sei mesi del 2007 il 19,1% dei prodotti cinesi destinati al mercato interno non rispettavano gli standard di qualità. I prodotti alimentari che presentavano i maggiori problemi a causa della presenza di additivi e di contaminazioni batteriche, secondo i dati dell’Amministrazione Generale per il Controllo della Qualità (organismo statale cinese addetto al controllo delle norme di sicurezza) sono il pesce essiccato, la frutta e ortaggi in scatola.

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