SICUREZZA ALIMENTARE. FareAmbiente presenta Rapporto sulle frodi: in aumento la contraffazione

Con ben 3 milioni di euro al giorno, quello della contraffazione alimentare è diventato un vero e proprio business. E’ quanto emerge dal Rapporto sulle frodi alimentari e agroalimentari in Italia – Anno 2010 presentato oggi a Roma da FareAmbiente. Riprendendo i dati Ciao 2009, l’associazione parla di un incremento di circa il 32% degli illeciti alimentari.

Aprendo la conferenza stampa il presidente di FareAmbiente , Vincenzo Pepe, ha affermato: "Il nostro obiettivo è coniugare l’agricoltura con le esigenze ambientali. E’ necessario innanzitutto tutelare il suolo. L’idea che ci fu dietro questa associazione si fonda sulla volontà di creare un ambientalismo più forte, più realista, più scientifico e meno fondamentalista. La questione è: quale è il rischio minore per una buona qualità del di vita e del territorio?"

Su queste premesse si fonda il rapporto, che esamina sia le peculiarità del sistema agroalimentare italiano, le frodi del settore e la percezione del consumatore alla problematica. In particolare, secondo la ricerca le attività svolte dai Carabinieri per la tutela della salute hanno portato, nel 2009, al sequestro di 38mila tonnellate di alimenti soprattutto nel settore dei dietetici, del latte, degli insaccati e del pesce. Nel settore ittico i controlli, realizzati dalle Capitanerie di Porto, sono stati 128mila. Secondo FareAmbiente "un dato molto interessante è quello inerente le tipologie di frodi: le maggiori violazioni sono da rinvenire nel mancato rispetto della etichettatura e tracciabilità e nel mancato rispetto delle norme igienico sanitarie. Le attività svolte dalla Guardia di Finanza svolte nel 2009 evidenziano, invece, un aumento dei sequestri per i settori delle bevande vino e spumanti (oltre 4,6 milioni nel 2009 e 22.105 nel 2008) e ortaggi (oltre 2,2 milioni nel 2009 e circa 500mila nell’anno precedente). Per quanto concerne i controlli sugli scambi extracomunitari nel 2009 si evidenziano che nel settore carni sono stati sottoposti a sequestro a seguito dei viaggiatori 41.336 kg di carne e latticini per un totale di 448 pezzi.

Dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari arrivano ben 27mila controlli effettuati nel 2009 e che hanno portato a 352 sequestri per 612 prodotti e per un valore di circa 19milioni di euro. Un dato, infine, da evidenziare è che non c’è distinzione tra Nord e Sud in materia di frodi alimentari. Secondo il Corpo Forestale dello Stato è l’Emilia-Romagna la regina della contraffazione dei marchi e delle etichette soprattutto per quanto riguarda il settore lattiero, caseario e dei prosciutti. Le regioni, invece, in cui sono stati riscontrati più illeciti sono la Calabria, le Marche, la Lombardia e la Toscana.

Nel rapporto anche una indagine sulla percezione del consumatore alla problematica. I consumatori conoscono il significato di "frode alimentare"? Gli italiani sembrano avere le idee confuse. Sebbene oltre il 70% degli intervistati fosse convinto di sapere cosa significasse solo il 46% ha dato una risposta corretta. Il problema è percepito soprattutto per quanto riguarda la contraffazione delle etichette (37%) e il metodo di produzione (17%), i prodotti in scatola (30%) offerti nel discount (39$) o nel supermercato(25%).

Nell’indagine si è cercato di chiedere delle proposte di intervento ai cittadini stessi. Alla domanda "quali possono essere le azioni da compiere per contrastare le frodi", per il 27% degli intervistati è necessario educare i consumatori a riconoscere le frodi anche attraverso una campagna di sensibilizzazione. Per il 18%, invece, è necessario creare maggiori sinergie tra le forze dell’ordine e per il 16% rafforzare le sanzioni e favorire i sistemi di riconoscimento dei prodotti contraffatti.

Anche da FareAmbiente arriva una proposta: "Sarebbe interessante – ha detto Pepe – lavorare su una iniziativa legislativa per rendere obbligatorio l’indicazione della provenienza dei prodotti nei menu dei ristoranti. Il consumatore deve sempre conoscere e chiedere al tracciabilità di ciò che mangia. Questo avviene nei supermercati ma non nei ristoranti".

A cura di Silvia Biasotto

Comments are closed.