SICUREZZA ALIMENTARE. Formaggi adulterati, Altroconsumo parte offesa

Al via oggi il processo a Cremona sullo scandalo dei formaggi adulterati. Dieci persone rinviate a giudizio, tra imprenditori privati e funzionari pubblici della locale azienda sanitaria. Contestati i reati di adulterazione di sostanze alimentari, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. L’attività sotto accusa, documentata dal 2004 al 2007, aveva risvolti nauseabondi: scarti di prodotti lattiero-caseari, destinati allo smaltimento o all’alimentazione animale, trattati e mescolati a formaggi destinati al consumo umano e reimmessi nella catena distributiva.

"In questa vicenda sono stati ridotti in poltiglia la tutela della salute dei consumatori, le regole nell’agire di imprese produttive e distributive, il ruolo di garante e controllore super-partes dell’azienda sanitaria pubblica", ha commentato Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo che è parte offesa nel processo.

L’Associazione ricorda il ruolo della Guardia di Finanza, che per prima ha fatto luce sul mercato nero e putrescente degli scarti, documentando l’utilizzo di prodotti avariati e l’amalgama con muffe, inchiostri, residui di plastica, vermi, escrementi di roditori.

Gli amministratori e i responsabili delle due società private accusate dell’attività di adulterazione, la Tradel srl e la Megal spa – ricorda infine Altroconsumo – hanno potuto agire indisturbati grazie alla connivenza di cinque funzionari pubblici del dipartimento di prevenzione veterinaria dell’Asl di Cremona. Controllato e controllore come topi nel formaggio, dati i lauti guadagni che provenivano dal riciclaggio degli scarti.

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