SICUREZZA ALIMENTARE. Il 92% degli italiani chiede una maggiore informazione di qualità

I consumatori italiani sono sempre più consapevoli del ruolo nel mercato e dell’importanza di essere dei "consumatori informati". Soprattutto nel settore della sicurezza e della qualità alimentare tanto che il 92 % degli italiani, la quasi totalità, vorrebbe una maggiore informazione sulla qualità del cibo. Il dato proviene dalla ricerca "Mass media, alimentazione e qualità del cibo" condotta per conto della Fondazione Diritti Genetici dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis. Si tratta di uno studio campionario che ha riguardato 1.510 cittadini intervistati nei primi di ottobre 2008.

La richiesta di un’informazione più approfondita in tema di alimentazione deriva soprattutto dal fatto che gli italiani bocciano i mass media su questo fronte. Per il 42 degli intervistati il lavoro in questo settore dei giornalisti italiani è mediocre, per il 24% è scarso. Solo un 4% ha dato un voto di buono-ottimo.

E’ la televisione il media più fruito in tema di alimentazione, soprattutto dalle donne, che rappresentano la componente di popolazione più interessata ai temi della qualità del cibo e del rapporto tra alimentazione e salute. La tv è in cima anche alle "preferenze mediatiche" degli italiani (78%) seguita dalla stampa quotidiana (40%) e periodica (29%).

Il desiderio di una maggiore informazione è confermato dal dato che l’80% del campione ritiene che la qualità del cibo e il rapporto tra alimentazione e salute dovrebbero avere sui mass media uno spazio nettamente superiore a quello odierno. Inoltre, il 76% seguirebbe un programma televisivo o una rubrica radiofonica dedicati al rapporto tra alimentazione, cibo e salute. Solo un 10% ha risposto no.

Dalla ricerca emergono anche molti risultati interessanti sull’attenzione dei consumatori ai temi della sicurezza e della qualità alimentare. Si tratta ormai di materie non più per gli addetti ai lavori: oltre 9 italiani su 10 si dichiarano interessati a questi argomenti.. Ma l’informazione non proviene solo dai mass media: il 39% degli intervistati ha dichiarato di controllare la provenienza dei prodotti alimentari che acquista mentre un 53% solo per alcuni di questi. In generale le etichette vengono lette sempre dal 19% dei consumatori e spesso dal 47%.

In tema di Ogm gli italiani sembrano avere posizioni decise sulla loro diffusione ma idee poco chiare su cosa veramente siano. Mentre uno schiacciante 89% ha dichiarato di non voler acquistare alimenti contenenti Ogm solo un 66% è stato in grado di darne una definizione pertinente. Tra le ragioni di contrarietà si rivela prevalente il timore di rischi per la salute (67%) mentre il 29% si dichiara aperto alla sperimentazione perché gli Ogm potrebbero risolvere in futuro i problemi alimentari del mondo.

Per quanto riguarda l’impiego di Ogm in agricoltura i risultati sono sempre sull’onda della contrarietà. Un "no" deciso viene dal 75% del campione per due diverse ragioni: perché pericolosi per la salute (65%) e perché danneggiano la produzione di qualità (13%). Completamente favorevole è invece il 4% degli intervistati mentre un 18% ha risposto sì ma solo se fosse accertata l’assenza di rischi per la salute e per l’ambiente.

 

A cura di Silvia Biasotto

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