SICUREZZA ALIMENTARE. Il paradosso: garantire i controlli con 200 veterinari in meno

La necessità di garantire ai consumatori controlli efficaci sui cibi che mangiamo è evidente a tutti, ogni giorno. Proprio ieri i Nas hanno sequestrato 1000 tonnellate di cibi avariati che con ogni probabilità sarebbero finiti sulle nostre tavole. Tuttavia mentre associazioni che tutelano i diritti dei consumatori, come l’UNC, si schierano dalla parte "della tolleranza zero" per chi froda i cittadini, l’associazione che riunisce i medici veterinari (ANMVI) lancia un appello che lascia senza parole. In sostanza c’è il rischio che a 200 medici veterinari dirigenti, per intenderci coloro che alle frontiere si occupano di ispezionare gli animali vivi che entrano nel nostro Paese evitando, ad esempio, che prodotti illegalmente in transito o contaminati finiscano sulle nostre tavole, non venga rinnovato il contratto di lavoro.

Gli uffici centrali e periferici (PIF- Posti di Ispezione Frontalieri- e UVAC -Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari) del Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali perderanno forza lavoro, nello specifico 200 medici veterinari dirigenti.

L’ANMVI si augura che il Presidente del Consiglio e i Ministri competenti, si dispongano al rinnovo dei contratti dei veterinari dirigenti degli uffici centrali e periferici del Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali.

In attesa di una soluzione, l’Associazione sostiene lo stato di agitazione proclamato dai veterinari con contratto a termine e sostiene e incoraggia tutte le legittime iniziative – politiche, parlamentari, sindacali, associative o individuali – che perseguono l’obiettivo della stabilizzazione di questo personale.

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