SICUREZZA ALIMENTARE. In G.U. l’obbligo di origine per l’olio vergine ed extravergine

Obbligo in etichetta per l’origine dell’olio di oliva vergine ed extravergine. E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che stabilisce che l’indicazione della zona geografica di coltivazione delle olive, debba riportare lo Stato membro o il Paese terzo in cui la coltivazione è stata effettuata. Se si tratta di più Stati nell’etichetta deve essere indicato l’elenco di tutti i Paesi nei quali le olive sono state coltivate.

Il decreto prevede inoltre che qualora le olive siano state coltivate in uno Stato o Paese diverso da quello in cui è situato il frantoio, nell’etichetta deve essere riportata la dicitura: "Olio estratto in (indicazione dello Stato o Paese in cui è situato il frantoio) da olive coltivate in (indicazione dello Stato o del Paese di coltivazione delle olive)". Spetterà all’Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari verificare che venga rispettata l’esatta indicazione dell’origine in etichetta.

Soddisfazione è stata espressa dagli agricoltori che affermano "solo la scritta in etichetta "olio ottenuto da olive italiane" garantirà la provenienza nazionale dell’extravergine in commercio per impedire di "spacciare" come Made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine, come è avvenuto fino ad ora senza alcuna informazione per i consumatori", ha detto presidente della Coldiretti Sergio Marini al Forum Internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio. "Finalmente dopo anni di battaglie in piazza e in Parlamento i cittadini potranno sapere da dove proviene l’olio che consumano tutti i giorni – ha sostenuto Marini nel sottolineare che- l’olio nuovo di quest’anno sarà il primo a poter essere imbottigliato con l’indicazione di origine obbligatoria in etichetta".

LINK: Il decreto

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