SICUREZZA ALIMENTARE. Indagine MDC: consumatori unanimi sull’origine obbligatoria

Per gli italiani l’indicazione di origine in etichetta è un elemento importante ai fini della sicurezza alimentare. D’altronde sarebbero disposti a spendere di più per un prodotto di qualità anche se in tema di etichette e marchi un po’ di confusione c’è. E’ quanto emerge dall’indagine campionaria "Informazione, tutela e qualità dei prodotti: quanto e di chi si fidano gli italiani?", realizzata per il Movimento Difesa del Cittadino dall’Ipsos. La ricerca è stata presentata oggi a Roma in occasione della conferenza stampa del rapporto Italia a Tavola 2007 dell’associazione insieme a Legambiente.

Secondo il 96% del campione l’indicazione dell’origine è molto o abbastanza importante ai fini della sicurezza alimentare. In particolare, il 45% degli italiani controlla sempre l’etichetta di origine e il 27% lo fa spesso anche se le idee dei consumatori sono un po’ confuse: l’81% degli intervistati crede per il maiale sia obbligatorio indicare la provenienza, il 60% ha una chiara percezione di come si possa riconoscere un DOP, il 18% (ossia un italiano su 5) non ne ha la minima idea, ed il restante 22% ha delle idee confuse al riguardo del simbolo, cercando di trovare in etichetta bandiere italiane od europee. Emerge comunque il desiderio di sicurezza e qualità dei prodotti. Lo confermano i dati sulla disponibilità a spendere di più: l’86% degli intervistati si dichiara disposto per un prodotto italiano, ed il 78% per un DOP; e anche il biologico riesce a incrementare la disponibilità a spendere di più da parte di un 55% del campione.

Gli italiani alla ricerca di informazione a chi si rivolgono? Innanzitutto alle etichette (33%), alla tv (21%) e a giornali e riviste (17%). I media rivestono quindi un ruolo importante nel dare le informazioni, anche se per il 45% spesso sono troppo allarmisti e disorientanti. Il 65% del campione ha dichiarato però di essere poco o per nulla influenzato dalle informazioni dei media. Per quanto riguarda il giudizio dell’operato delle azioni a tutela della salute in materia di controlli ai primi posti ci sono sempre gli organismi preposti e gli istituti scientifici: gli italiani definiscono rispettivamente le loro azioni come ottime, efficienti e tempestive nel 19% dei casi e nel 18%. Seguono le associazioni a tutela dei consumatori con una valutazione massima per il 14% e buona per il 62%. Alla domanda, invece, a chi vi rivolgereste in caso di una frode alimentare, il 34% ha risposto ai Carabinieri per la salute, il 19% al medico di famiglia, il 17% alle Asl e il 16% alle associazioni a tutela dei consumatori.

PDF: Informazione, tutela e qualità dei prodotti: quanto e di chi si fidano gli italiani?

 

 

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