SICUREZZA ALIMENTARE. Indagine nei supermercati, Legambiente: residui chimici nell’ortofrutta

Le analisi a campione in tre supermercati hanno confermato la presenza di residui chimici nell’ortofrutta. È quanto emerge da un controllo a campione effettuato da Legambiente lo scorso 31 maggio in tre punti vendita della grande distribuzione. L’esito: 8 residui chimici di cui uno fuori legge nei prodotti ortofrutticoli prelevati nei supermercati LIDL, 9 nei campioni Coop, 10 in quelli di Auchan. Il controllo, rileva Legambiente, conferma dunque i risultati presentati nel dossier "Pesticidi nel piatto 2007" dal quale era emerso che solo il 54% dei campioni di frutta analizzati è esente da residui di pesticidi mentre i campioni decisamente irregolari si attestano sull’1,7%. Risultava contaminato anche il 20% dei prodotti derivati (olio, vino, succhi di frutta ecc.), mentre oltre l’84% delle verdure analizzate risultava regolare e privo di residui chimici.

L’indagine ha messo in evidenza, rileva Legambiente, una situazione più o meno analoga fra supermercati e discount. "Presso il punto vendita Lidl infatti, solo pomodori e peperoni non presentano residui, le fragole ne presentano uno, uva e zucchine due residui, mentre le pere ne presentano 3 di cui uno oltre i limiti di legge – rileva Legambiente – Poco meglio alla Coop, dove zucchine, peperoni e fagiolini sono privi di residui, ma il pomodoro ne ha addirittura 4, mentre due residui si ritrovano in fragole e pere. Per quanto riguarda Auchan, nessun residuo sulle verdure (pomodori, peperoni e zucchine), ma è presente un multiresiduo su tutti i tipi di frutta: 3 su fragole e pere e quattro sull’uva". Fra i prodotti analizzati, 8 provengono da regioni italiane, 5 da Spagna e Olanda, 5 da Cile, Argentina e Sudafrica. "Abbiamo voluto controllare ulteriormente facendo analizzare alcuni campioni di frutta e verdura acquistati in tre diversi punti vendita della grande distribuzione – ha dichiarato il direttore generale di Legambiente Francesco Ferrante – e la situazione che è emersa non fa che confermare che pur essendoci rari casi di prodotti con concentrazioni di pesticidi superiori ai limiti di legge (una pera proveniente dall’Argentina), gran parte dei prodotti arriva sulle nostre tavole contaminato da uno o più principi attivi".

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