SICUREZZA ALIMENTARE. Ingredienti Made in Italy nei fast food, Coldiretti: “Controlli costanti”

Il panorama del fast food si sta popolando sempre più di ingredienti Made in Italy. Domani a Milano McDonald’s lancerà l’ultimo panino Made in Italy, caratterizzato dalla presenza di mozzarella al 100% italiana. Il formaggio arriverà da Lat-Bri, azienda lattiero casearia di Usmate (Monza), tra i principali importatori di latte e semilavorati stranieri in Lombardia ma che, dicono da McDonald’s, per il nuovo panino si è impegnata a utilizzare solo prodotto italiano.

Coldiretti Lombardia si augura che ci sia sempre un controllo costante sull’origine degli ingredienti, compreso il latte usato per la mozzarella. "Fino a quando non ci sarà l’obbligo di indicare sugli alimenti l’origine delle materie prime utilizzate, ogni azienda di trasformazione potrà fare come gli pare – dichiara Nino Andena Presidente della Coldiretti Lombardia – Quando il presidente di Federalimentare Giandomenico Auricchio sostiene che l’etichetta d’origine non è così importante, finge di non sapere che ci sono aziende che usano nomi e simboli del Made in Italy per vendere meglio prodotti, ad esempio formaggi e prosciutti, che di italiano hanno poco o nulla. E allora è troppo comodo sfruttare la fiducia dei consumatori verso l’agroalimentare italiano e poi metterci materie prime che arrivano dall’estero".

"Le importazioni di latte dall’estero per fare formaggi venduti poi come italiani – spiega Andena – servono agli industriali per guadagnare di più sui prezzi di vendita al dettaglio pagati dai consumatori mettendo al tempo stesso sotto pressione al ribasso quelli riconosciuti agli allevatori lombardi, che prendono pochissimo".

Dallo scorso giugno, dopo che Assolatte (l’associazione delle industrie del settore) ha chiuso ogni spiraglio di trattativa, al posto di un prezzo regionale esiste una giungla di accordi singoli che vanno dai 34,5 ai 38 centesimi al litro a fronte di una situazione di mercato in crescita da mesi, con un valore reale del latte che ormai oscilla fra i 41 e i 44 centesimi al litro. "Mi pare ci sia ampio margine per venire incontro agli adeguamenti chiesti dagli allevatori – conclude Andena – senza ricarichi ingiustificati per i consumatori".

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