SICUREZZA ALIMENTARE. Italia a Tavola 2011, i commenti

Nel 2010 l’attività operativa dei Nuclei antifrodi dei carabinieri (Nac) ha controllato oltre 2.537 aziende, accertando illeciti contributi comunitari per oltre 23 milioni di euro, sequestrando 15.000 le tonnellate di prodotti alimentari e 337 milioni in conti correnti e beni collegati al circuito illegale. Sempre nel 2010 il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas) ha effettuato complessivamente 33.688 ispezioni accertando oltre 20.000 infrazioni, tra frode in commercio e detenzione/somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione e carenze igienico strutturali. In particolare, durante l’operazione "Estate Tranquilla", sono stati controllati i posti di ristoro autostradali e le grandi vie di comunicazione, i villaggi turistici e campeggi, gli stabilimenti balneari e gli agriturismi.

"Il Nas continua a monitorare l’intera filiera assolvendo al meglio il proprio mandato istituzionale che è quello della tutela del consumatore – ha dichiarato, a margine della presentazione del Rapporto Italia a Tavola di Legambiente e Movimento Difesa del Cittadino, il colonnello Antonio Concezio Amoroso, vice comandante del Comando dei Carabinieri per la Tutela della salute – La sicurezza del consumatore – ha aggiunto Amoroso – vuol dire anche sicurezza dei mercati e questo è un fattore molto importante per il nostro Prodotto interno lordo. Il Nas oltre a perseguire i reati cerca di accrescere la consapevolezza sia nei confronti del cittadino sia nei confronti delle imprese, grandi o piccole che siano. Il cittadino deve essere sempre più attento e punire l’impresa sleale, l’imprenditore onesto deve essere sempre più accorto verso tutti i passaggi del processo produttivo, attenendosi alle procedure normative. Un messaggio importante – ha concluso Amoroso – è quello che il consumatore se si trova di fronte ad episodi di contraffazione non deve esitare ad interpellare i controlli che sono quelli che definiscono le eventuali anomalie del sistema".

Intervenendo alla presentazione del Rapporto Italia a Tavola, il Direttore delle Agenzie delle Dogane, Giuseppe Peleggi, ha spiegato la complessità del fenomeno della contraffazione. "Si tratta di un fenomeno molto difficile da quantificare – ha detto Peleggi – I dati ufficiali, infatti, vanno da 1 miliardo a 60 miliardi di euro. Il problema è, intanto, capire, ad esempio, quanto vale un Rolex falso. Vale quanto un Rolex vero? Un altro problema è: la contraffazione è tutta uguale? Cioè chi falsifica un capo d’abbigliamento va punito nello stesso modo di chi falsifica un alimento?" Peleggi ha parlato delle falle che ci sono nella normativa italiana che sul Made in Italy ha diminuito la pena. Un altro punto messo a fuoco dal Direttore dell’Agenzia delle Dogane è la velocità della contraffazione: "Le merci oggi si muovono velocemente, come il capitale che c’è dietro. Per questo è fondamentale la tracciabilità e l’approccio globale che riesca a contenere tutti gli aspetti del fenomeno. I risultati del 2010, come emerge dal Rapporto presentato oggi, sono positivi – ha concluso Peleggi – Da una parte perché sono aumentati i controlli, ma dall’altra anche perché, con la crisi, si è allargato il volume delle frodi: in questo periodo difficile ci siamo trovati di fronte a soggetti che non avrebbero mai frodato prima".

"I dati del Rapporto Italia a Tavola si mantengono costanti negli anni – ha dichiarato l’Ispettore generale capo Giuseppe Serino, dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari – Oggi il coordinamento è sicuramente maggiore e i risultati dei controlli finiscono su più tavoli. La prevenzione, però, resta una priorità e può essere una delle soluzioni per contrastare il fenomeno".

La Coldiretti commenta i dati del Rapporto presentato oggi con quanto emerge da una recente indagine: ben 6 cittadini su 10 considerano le frodi alimentari più gravi di quelle fiscali e degli scandali finanziari, poiché possono avere effetti sulla salute. "Un atteggiamento confermato peraltro dall’ultima indagine Eurobarometro secondo la quale gli italiani associano al cibo un rischio potenziale addirittura superiore a quello di un incidente in macchina, dell’essere vittima della criminalità o delle malattie. "Gli ottimi risultati dell’attività del Corpo Forestale dello Stato confermano – sottolinea la Coldiretti – la necessità di tenere alta la guardia contro le frodi a tavola, che mettono a rischio la salute dei cittadini e fanno concorrenza sleale alle imprese che sono impegnate nel mantenere alti standard di qualità. "La credibilità conquistata dagli agricoltori italiani nel garantire la qualità delle produzione è un patrimonio da difendere nei confronti di quanti con le frodi e la contraffazione cercano di sfruttare la fiducia acquisita nelle campagne per fare affari" ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che si tratta di "un crimine particolarmente odioso perché si fonda soprattutto sull’inganno nei confronti di quanti, per la ridotta capacità di spesa, sono costretti a risparmiare sugli acquisti di alimenti".

La Cia-Confederazione italiana agricoltori sottolinea che il danno provocato dalle frodi e dalle sofisticazioni alimentari supera le 150 euro l’anno per ogni famiglia italiana. Un vero e proprio inganno a tavola che genera un business illegale di oltre 2 miliardi di euro, pagato non soltanto dai consumatori ma anche dagli agricoltori. Si tratta infatti di alimenti "pericolosi" che valgono poco meno del 5% della produzione agricola nazionale. E’ troppa la merce che entra "clandestinamente" e attraverso strane "triangolazioni", ma la cosa più grave è che così sui banchi di vendita arrivano prodotti alimentari di scadente qualità e soprattutto non sicuri sotto l’aspetto della salubrità. "Ci troviamo a fronteggiare – avverte la Cia – una vera invasione di prodotti che, poi, grazie all’incessante opera delle forze dell’ordine, in tantissimi casi vengono sequestrati. Però molti finiscono sulle nostre tavole, anche a causa della crisi che spinge i consumatori ad acquistare prodotti a basso costo e di dubbia provenienza".

 

 

 

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