SICUREZZA ALIMENTARE. Italia come il Giappone: un’etichetta per riconoscere gli alimenti salutari

La proposta dell’adozione di un marchio che aiuti i consumatoria riconoscere gli alimenti salutari e i loro benefici è stata avanzata oggi a Roma da Massimo Gargiulo, Presidente dell’Agenzia di Relazioni Pubbliche Burson-Marsteller, al convegno su "CLAIMS NUTRIZIONALI E SALUTISTICI", organizzato da la Repubblica Affari & Finanza e Somedia.

L’esempio viene dal Giappone dove gli alimenti riconosciuti come FOSHU – Foods for Specified Health Use, si avvalgono di uno specifico marchio identificativo.Sono cinque le categorie di alimenti classificate come FOSHU e riguardano:
– il miglioramento del sistema immunitario,
– il controllo e la prevenzione del diabete e delle malattie cardiache,
– la riduzione del colesterolo,
– l’aiuto alla digestione o l’assorbimento di vitamine e minerali,
– la riduzione dell’invecchiamento.

"L’adozione di un marchio identificativo per gli alimenti salute, così come di fatto avviene per gli alimenti biologici (che seguono tutti un medesimo schema interpretativo) – spiega Massimo Gargiulo – eviterebbe ai consumatori di perdersi nella terminologia tecnica che li definisce a seconda dei casi: funzionali, arricchiti, supplementati, fortificati, nutraceutici. Una terminologia per addetti ai lavori".

"Certamente alla facoltà per le imprese di avvalersi di un marchio identificativo degli alimenti salute, qualora approvato, dovranno corrispondere – dichiara nel corso del convegno Massimiliano Dona, Segretario Generale Unione Nazionale Consumatori – precise condizioni quali: una effettiva vigilanza sulle caratteristiche degli alimenti, sulla correttezza dei claim utilizzati e sulla completezza delle informazioni riguardanti proprietà nutrizionali, proprietà salutistiche ove dichiarate, posologia, efficacia ed effetti nel tempo, eventuali controindicazioni, test clinici e studi scientifici a supporto"

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