SICUREZZA ALIMENTARE. Italia dinanzi alla Corte Ue per l’etichetta “cioccolato puro”

La Commissione europea ha deciso oggi di portare l’Italia davanti alla Corte di Giustizia Ue per non aver modificato la sua legislazione in merito alle etichette dei prodotti di cioccolato. Secondo la Commissione Ue la definizione "cioccolato puro" non garantisce in alcun caso un’informazione corretta, neutra e obiettiva per i consumatori. La Commissione esige il rispetto della direttiva comunitaria sulle etichette per questi prodotti. Il cioccolato contenente materie grasse vegetali diverse dal burro di cacao viene percepito dal consumatore come un prodotto di inferiore qualità rispetto al cioccolato puro, che contiene esclusivamente il burro di cacao.

In una comunicazione del 2003 la Corte Ue aveva deciso che l’aggiunta nei prodotti di cacao o cioccolato di materie grasse vegetali diverse dal burro di cacao non provocava una modifica sostanziale della loro composizione o della loro natura. Ma la direttiva del 2000 relativa ai prodotti di cacao e di cioccolato per l’alimentazione umana ha armonizzato le regole e le definizioni per la composizione e le etichette dei prodotti di cacao e cioccolato. La direttiva non prevede la denominazione di vendita "cioccolato puro", ma prevede che ci sia la definizione "contiene materie grasse vegetali oltre al burro di cacao" al fine di assicurare ai consumatori un’informazione corretta e obiettiva.

Inoltre la legislazione italiana non rispetta i limiti massimi fissati dalla direttiva per poter completare la denominazione di vendita "cioccolato" con delle qualifiche che si rapportano a dei criteri di qualità.

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