SICUREZZA ALIMENTARE. L’Efsa compie 5 anni

Nata nel 2002 con il regolamento 178 (Principi e i requisiti generali della legislazione alimentare), l’Efsa (l’Autorità europea sulla sicurezza alimentare) compie quest’anno cinque anni. A celebrare questo anniversario una conferenza scientifica presso l’Istituto Superiore di Sanità a Roma dal titolo "Efsa e sicurezza alimentare nell’Ue: risultati e sfide". In questi cinque anni di lavoro l’istituto ha elaborato oltre 450 pareri scientifici su una vasta gamma di temi: dagli additivi alimentari e aromatizzanti ai pesticidi e loro residui, dall’influenza aviaria alla valutazione di sostanze potenzialmente cancerogene.

"In questi 5 anni – ha detto Patrick Wall, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Efsa – tanto è stato fatto: da Bruxelles ci siamo trasferiti a Parma, da 15 Stati membri siamo passati a 27 ed è cambiato il direttore esecutivo. Molte delle questioni di sicurezza alimentare che arrivano sui tavoli politici subiscono l’influenza dei media. Grave, in questo senso, fu il colpo subito dalla fiducia dei consumatori con il caso BSE. Proprio da questa vicenda venne allo scoperto la questione dei rischi nel settore alimentare e da questo contesto nacque l’Autorità".

Anche il Ministro della Salute Livia Turco ha ripercorso la storia dell’Efsa partendo da quando, nel 2000, "furono seminati dalla Commissione Europea i germi dell’evoluzione per modernizzare l’approccio globale alla sicurezza alimentare europea. Il "Libro bianco", adottato nel gennaio 2000, definì una serie di iniziative con l’obiettivo di creare un sistema idoneo alle sfide del XXI secolo".

Al Libro bianco seguì poi il reg. 178/2002 che istituì l’Autorità che oggi rappresenta "il cardine di questo nuovo sistema di sicurezza alimentare – ha aggiunto Turco – un’agenzia connotata in senso fortemente scientifico alla quale il legislatore ha voluto affidare non solo il compito di valutare i rischi ma anche di assicurarne l’indipendenza e la trasparenza".

Il Ministro ha però espresso la "necessità di una più intensa collaborazione scientifica e organizzativa degli Stati membri dell’Ue, fra loro e con l’Efsa. L’altra sfida è rappresentata dall’attribuzione di numerose nuove competenze attraverso normative del settore alimentare approvate dopo il reg. 178/2002."

Ricordando che l’Autorità non conduce attività dir ricerca ma emette pareri e consulenze scientifici sulla base di dati e studi esistenti, Agostino Macrì, direttore dipartimento della sanità alimentare e animale del Ministero della Salute, ha invece lamentato "carenze conoscitive per quanto riguarda i dati scientifici. Ne deriva un ricorso eccessivo al "principio di precauzione" con conseguenze spesso devastanti, come nel caso della psicosi da influenza aviaria. E’ necessario incrementare le conoscenze scientifiche, definire le priorità secondo criteri trasparenti e valorizzare le iniziative e creare un sistema dei risultati della ricerca".

Nel corso della conferenza si è parlato anche di obesità "una vera e propria sfida per l’Italia come per gli altri paesi industrializzati" ha precisato il Ministro della salute. "Si tratta – ha spiegato – id un problema di sanità pubblica la cui soluzione non può essere demandata esclusivamente al sistema sanitario, ma necessita interventi che sia il più possibile trasversali e multisettoriali". "Gli effetti dell’obesità sulla salute – ha aggiunto Wall – sono enormi. Questo è uno dei problemi della società del benessere e globalizzata che si trova sulle proprie tavole prodotti che vengono da tutte le parti del mondo, anche da paesi dove non si rispettano le norme di qualità e sicurezza che abbiamo in Europa".

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