SICUREZZA ALIMENTARE. L’Ue mette al bando gli alimenti cinesi destinati ai bambini

La Commissione Ue ha deciso la totale messa al bando di tutti i prodotti alimentari destinati ai bambini, come biscotti e cioccolati che contengono percentuali, anche minime, di latte e che provengono dalla Cina. Dopo lo scandalo, ancora in corso, della contaminazione del latte in polvere cinese con melamina, una sostanza tossica utilizzata per la produzione di plastiche e vernici, Bruxelles ha deciso di tutelare la sicurezza alimentare dei consumatori europei. Le capitali europee da oggi hanno 10 giorni di tempo per ratificare il bando.

Sono previsti, da subito, controlli rigorosi sul 100% dei prodotti che contengono più del 15% di latte in polvere e test a campione sugli alimenti cinesi già presenti sul mercato europeo. La Commissione sottolinea il fatto che queste sono misure di prevenzione, prese in base al parere espresso dall’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, e che nell’Ue il rischio non è concreto ma teorico.

Nel frattempo il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha rassicurato gli italiani sul latte che si trova nel nostro Paese, visto che in Italia è vietata già da molti anni l’importazione di latte e derivati di origine cinese. Inoltre l’allarme sugli altri prodotti provenienti dalla Cina, che possono contenere tracce di latte, è ristretto ai negozi cinesi o etnici in generale, e non ai supermercati italiani che restano sicuri. Martini si è detta soddisfatta della decisione presa oggi dalla Commissione Ue, considerando "fondamentale il divieto di importazione di tutti i prodotti per la prima infanzia che contengono latte".

"Per quanto riguarda le proposte di controllo di identità del prodotto dichiarato in documentazione e di successive analisi di laboratorio per tutti i prodotti a contenuto di latte in quantità superiore al 15%, le ritengo perfettamente in linea con le decisioni assunte durante il vertice da me convocato presso il Ministero nei giorni scorsi" ha precisato il Sottosegretario. Secondo Martini con le misure adottate dalla Commissione si completa la "cintura di sicurezza rispetto al divieto già vigente di importazione del latte per una percentuale superiore al 50%". Dal Ministero della Salute arrivano, infine, rassicurazioni sull’attività dei laboratori di analisi che saranno impegnati primariamente "sui prodotti già presenti a vario titolo sul mercato italiano in piena collaborazione con le Regioni e attraverso il proseguo delle azioni di verifica e sequestro dei Nas".

Sui prodotti in fase di importazione Martino ha ribadito il loro blocco presso le dogane fino all’accertamento dei risultati delle analisi". Comunque la linea del Sottosegretario alla Salute resta quella della "tolleranza zero" anche rispetto alla presenza di percentuali di melamina in misura tale da non causare nell’immediato danni diretti alla salute poiché alla base di ciò vi sarebbe comunque una frode alimentare, vale a dire l’immissione in alimenti di una sostanza chimica fraudolentemente aggiunta al fine di innalzare l’apparente livello proteico". "Questo – ha concluso Martini – andrebbe a ledere i principi etici e di centralità del cittadino – consumatore sui cui si basa l’intera filiera della sicurezza alimentare che contraddistingue l’Italia quale eccellenza in ambito europeo".

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