SICUREZZA ALIMENTARE. L’associazione CRTCU insorge contro la Red Bull

Attenzione al furgoncino della Red Bull che distribuisce gratuitamente la bevanda con un opuscolo pubblicitario che inneggia a prestazioni super "per autisti che amano tirare tardi, per studenti affaticati dallo studio, per la donna con 10 lavori e per quando fuori dalla discoteca il gallo canta". L’allarme per la salute dei ragazzi, dato che il furgoncino spesso si ferma davanti alle scuole per regalare la bevanda agli studenti, è arrivato dai genitori e dai dirigenti scolastici al CRTCU, il Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti di Trento.

L’associazione ha inviato due denunce all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – Ufficio pubblicità ingannevole e prassi commerciali sleali e al Giurì per la pubblicità al fine di vietare la campagna di Red Bull e sanzionare eventuali comportamenti ingannevoli o comunque in grado di essere potenzialmente dannosi per la salute dei ragazzi. Inoltre il CRTCU ha inviato alla Commissaria europea dei Consumatori Maglena Kuneva una esplicita richiesta di adottare soluzioni uniformi sulla base di pareri scientifici super partes per garantire ai consumatori europei un elevato livello di protezione, come previsto dall’articolo 153 del Trattato istitutivo della Comunità europea.

Anche se al momento non esistono studi scientifici dell’Autorità Alimentare Europea che dimostrano la dannosità delle bibite energizzanti, si legge in un comunicato del CRTCU, in alcuni Stati, come la Danimarca e la Norvegia, la vendita di questi prodotti non è autorizzata. In Francia, il Ministero della Sanità ha stabilito che gli Energy Drinks potrebbero avere effetti indesiderati sul metabolismo e sulla pressione arteriosa e li ha classificati come medicinali, impedendone di fatto la distribuzione. In Gran Bretagna, infine, il commercio di tali bevande è consentito liberamente, ma è sconsigliato l’uso alle donne in gravidanza, ai minori e alle persone a rischio cardiovascolare.

"La modalità di marketing adottata da Red Bull è particolarmente aggressiva – scrive Carlo Biasior, giurista del CRTCU – soprattutto in relazione ai destinatari dei messaggi promozionali utilizzati dall’azienda, ragazzi delle scuole medie superiori, certamente in grado di assumere scelte autonome e consapevoli, ma di sicuro sensibili agli eccessi e al bisogno di affermazione". "La pubblicità rivolta a minori e adolescenti è disciplinata da regole precise, riteniamo che in questo caso siano state violate". Il CRTCU chiede, inoltre, alla Commissione Ue e al Ministero della Salute di rendere obbligatoria tra le avvertenze in etichetta la pericolosità, sconsigliandone l’assunzione per i cardiopatici, gli ipertesi, le donne in stato di gravidanza e avvertendo di evitare la simultanea esposizione ad alcool e tabacco. A livello comunitario al momento è disciplinato solo l’obbligo di indicare l’elevato tenore di caffeina.

La legge italiana del 1998 oltre a fissare i limiti massimi di caffeina (320mg/l) e di taurina (4 g/l) nelle bevande energizzanti stabilisce anche che nelle etichette debba essere riportata l’avvertenza di evitare la simultanea esposizione ad alcool e tabacco. Consumers International, l’associazione mondiale di consumatori con sede a Londra, ha lanciato la campagna per una corretta alimentazione dei ragazzi. Ogni informazione è disponibile al sito www.junkfoodgeneration.org

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