SICUREZZA ALIMENTARE. Latte, Coldiretti: trasparenza e rintracciabilità

Obbligatorietà dell’etichettatura per la rintracciabilità del prodotto, filiera corta; utilizzo di prodotti locali nelle mense pubbliche, riconoscimento dei mercati e dei punti di vendita diretta ”farmer market”, diritto di uno ”spazio scaffale” per la vendita dei prodotti locali in tutti i supermercati. Sono queste alcune delle richieste avanzate dalla Coldiretti della Lombardia, nel giorno della mobilitazione nazionale di Coldiretti per difendere il "made in Italy" alimentare.

La protesta prevedeva un presidio a oltranza al valico del Brennero, dove Guardia di Finanza e coltivatori italiani "controllano" le merci in arrivo dall’estero, visto che lì transita la maggior parte dei flussi delle importazioni di prodotti lattiero-caseari.

In Lombardia invece si è tenuto un presidio con oltre 1.000 imprenditori soci di Coldiretti per
formulare a Roberto Formigoni, presidente della Giunta regionale, le proposte per uscire dalla crisi.

Scopo dell’incontro era chiedere il riconoscimento del ruolo che hanno allevatori e coltivatori in Italia, ma soprattutto in Lombardia, e si tradurrà in un documento in agenda per la prossima settimana che conterrà proprio alcune delle proposte avanzate da Coldiretti.

Fra queste, oltre all’etichettatura e alla promozione dei ‘"farmer market", ci sarà anche lo studio per l’attivazione di un fondo destinato a integrare i mancati redditi degli agricoltori: le questioni sollevate da Coldiretti saranno comunque al centro anche delle discussioni dei prossimi Consigli regionali, dove approderà il documento di sostegno alle richieste avanzate.

"La Lombardia – ha detto Giulio De Capitani, presidente del Consiglio regionale lombardo – metterà tutto il suo peso politico per difendere un settore strategico e importante della nostra economia e per permettere ai consumatori di sapere da dove arrivano i prodotti che finiscono sulla loro tavola".

Inoltre, secondo Coldiretti, su 100 euro pagati dal consumatore, il 44% va alla distribuzione, il 43% al passaggio trasformatore e solo il 13% resta all’allevatore: tipico di queste anomalie è il prezzo delle carote, che dal produttore al consumatore subisce un rincaro del 3mila e 300%.

Coldiretti chiede quindi l’etichettatura sul latte, sui formaggi, per tutta la produzione suina e dei cereali. "Non possiamo restare inerti di fronte a una situazione che mette in emergenza tutto il settore agroalimentare. In questo modo si danneggiano le imprese agricole e soprattutto si inganna il consumatore, impedendogli di compiere scelte di acquisto consapevoli", ha concluso De Capitani.

di Flora Cappelluti

Comments are closed.