SICUREZZA ALIMENTARE. Latte contaminato, OMS e FAO lanciano appello per aumentare la vigilanza

OMS e FAO hanno lanciato un appello perché i Paesi mantengano alta la guardia per evitare la diffusione di latte e prodotti lattiero-caseari contaminati dalla melamina. E hanno esortato i paesi coinvolti ad assicurare un’alimentazione sicura per ai lattanti e ad aumentare la vigilanza. Così l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura sono intervenute nei giorni scorsi sul latte cinese contaminato dalla melamina.

Per le due agenzie è fondamentale ristabilire la fiducia dei consumatori. "I prodotti contaminati da melamina devono essere immediatamente ritirati dalla catena alimentare per evitare ulteriore esposizione e deve essere assicurato l’approvvigionamento sicuro di prodotti lattiero-caseari": è quanto ha dichiarato il Dott. Ezzedine Boutrif, Direttore della Divisione Nutrizione e Difesa del Consumatore della FAO.

Oltre a un’alimentazione più sicura le due agenzie chiedono maggiore vigilanza sui mercati "dal momento che nelle due ultime settimane in molti paesi sono stati segnalati casi di prodotti importati contaminati da melamina". Prodotti contaminati potrebbero arrivare sui mercati di altri paesi attraverso scambi formali o informali: bisogna dunque avere tutte le informazioni sull’origine del prodotto ed effettuare test clinici per verificare eventuali contaminazioni. E se un prodotto è contaminato da melamina deve essere ritirato dal mercato.

"È fondamentale – ha aggiunto il Dott. Boutrif – che il settore industriale investa nella sicurezza degli alimenti ed adotti una cultura di sicurezza igienico-sanitaria che copra la catena alimentare dalla materia prima sino al prodotto finale".

Ha commentato Jørgen Schlundt, Direttore del Dipartimento per la Sicurezza Sanitaria degli Alimenti dell’OMS: "C’è la necessità per i paesi di investire maggiormente nel rafforzamento dei propri sistemi nazionali di controllo degli alimenti e di sorveglianza delle malattie di origine alimentare per minimizzare il rischio di pericolose situazioni come quella attuale".

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